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  26/02/2020 - 22:39

 

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Scanner - musica
 


Jovanotti
Safari
L'avventura più bella in vent'anni di carriera di Lorenzo Cherubini
[Universal 2008]

 




                     di Paolo Boschi


Lorenzo 1999. Capo Horn
Il mio nome è mai più
Il grande boh
Lorenzo Live
Cancella il debito!
Il quinto mondo
Safari
Ora


Un vecchio adagio (purtroppo anche una recente pubblicità) afferma che il premio consiste nel viaggio, in altre parole non è importante dove si va, ma come si percorre il tratto di strada. Si potrebbe aggiungere anche con quali compagni di viaggio, nel caso di Lorenzo Cherubini da Cortona, in arte Jovanotti, che nella sua ultima fatica Safari (che in swahili) è andato in giro per le sonorità del mondo incontrando gente come il grande Ben Harper, o Sly & Robbie, Michael Franti degli Spearhead, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro o Sergio Mendes.

Ne è venuto fuori un gran bel viaggio, con una galleria di dodici incisive fotografie sonore che vanno dall’apripista Fango (dove ha messo la sua chitarra Harper, tra le altre cose) fino all’ombrosa e riflessiva conclusione di Mani libere 2008 (che regala uno strepitoso duetto con Michael Franti).

L’album nel complesso risulta variegato nel passaggio da una traccia all’altra ma con una sorprendente compattezza complessiva ed il solito profluvio di idee di jovanottesca memoria, ravvivato peraltro da costanti cambi di ritmo: si va dai pezzi insostenibili e cantautorali, come ad esempio la splendida A te (una ballata essenziale e da brividi), Come musica o Innamorato, fino a brani più orgogliosamente rock come la title track (con un piccolo aiuto vocale di Giuliano Sangiorgi) oppure ombrosamente rap come le bizzarrie verbali di Antidolorifico magnifico o in una terra di mezzo tra hip hop e reggae come l’ipnotica Temporale o infine briosamente etniche come Punto (con Sergio Mendes). Assolutamente imperdibile.

Safari [Universal 2008]

Voto 8 

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