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  17/12/2017 - 08:47

 

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Scanner - musica
 


Viola
Sheepwolf
convince e intriga il secondo album della chanteuse Violante Placido
Prodotto da Gaben con la collaborazione di Lele Battista, Mescal 2013

 




                     di Giovanni Ballerini


Sul fatto che sia affascinante e che ami le sfide non c’è dubbio alcuno, ma quando l’attrice Violante Placido si trasforma in Viola riesce a stupire ancora una volta grazie a una vocalità che non ti aspetti e un modo di fare musica elegante, ma anche pieno di grinta e passione. Dopo l’esordio Don’t be shy nel 2006, la carriera musicale della bella Viola prosegue con Sheepwolf, l’azzeccato cd prodotto da Alessandro Gaben Gabini con la collaborazione di Lele Battista, pubblicato a settembre 2013 da Mescal. Sheepwolf   è l’unione di due anime: l’innocenza, inconsapevolezza, la purezza della pecora si specchia nel lupo, che è simbolo di libertà, di aggressività trasformata in capacità di scegliere di osare e superare i propri limiti.
“Ho voluto la produzione artistica di Gaben, già bassista nel mio primo album, per contaminare e contrastare il mio senso melodico con il suo approccio più spigoloso e minimalista, caratterizzato da un senso del ritmo spesso marziale – spiega Viola -. In ballate come We will save the show o Scared of my ghosts, più che creare uno stravolgimento ritmico invece ci si concentra su sonorità elettriche volutamente graffianti quasi in contrasto con la voce. Questa collaborazione ha anche dato vita a nuovi brani più sperimentali per quello che riguarda la forma canzone più classica, come Dreams o Sheepwolf. Brani in cui l'inconscio prende le redini in viaggi metaforici e onirici lontani dal razionale, dove l'immaginario spazia in zone più oscure e profonde, dove non c’è soluzione solo un inevitabile abbandono nel farsi stordire dalle proprie emozioni”.
Il risultato è davvero intrigante. Un lavoro interessante e variegato in cui la cantante romana, classe 1976, accarezza con personalità diversi generi musicali, convincendo l’ascoltatore sia quando canta in inglese, che in italiano. La sua voce svela sfumature e nuance nuove. Viola è cresciuta e quella cantante che faceva venire in mente per certi versi Suzanne Vega si è trasformata in una ispirata chanteuse di alt rock che, chitarra a tracolla, sperimenta con personalità un suo modo caratteristico e passionale di vivere la musica.
Gli arrangiamenti sono scarni e ben calibrati e, mentre sullo sfondo fremono le chitarre ei i synth, riescono a impreziosire e mettere in luce un suono sporco al punto giusto per esaltare sperimentazioni e melodie. Un album coinvolgente e convincente che rilancia l’avventura rock pop di questa nuova rock star curiosa e frizzante, ma che non ha nessun timore a mettersi in gioco.
“Sheepwolf  è una raccolta di brani, alcuni dei quali nati qualche anno fa, altri frutto di nuovi incontri, come quello con Lele Battista il quale oltre ad aver collaborato in studio nella produzione, è anche autore dei due brani in italiano: Qualcosa dev'essere successo e Precipitazioni, quest’ultima scritta a quattro mani. Non volevo rinunciare alla possibilità di far coesistere mondi e approcci diversi, in quanto i forti contrasti sono quello che mi fanno sentire viva, e sono   una prerogativa di questo ultimo lavoro”.

Voto 8 

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