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  24/08/2019 - 19:52

 

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Elmore Leonard
Killshot
Torino, Einaudi, 2009; pp. 221

 




                     di Paolo Boschi


La scorciatoia
Chili con Linda
Tishomingo Blues
Killshot


Puntare una pistola in testa ad una vittima e premere il grilletto senza porsi domande di sorta è la principale competenza di Armand Degas detto Blackbird, di professione killer, cinquantenne canadese di origini indiane, l’ultimo dei fratelli Degas rimasto in circolazione. Dopo aver assolto l’ennesimo incarico in cambio di una Cadillac, Blackbird torna nella casa al confine tra Canada e Stati Uniti in cui è cresciuto insieme alla nonna, una sciamana che si mormora fosse capace di trasformare gli esseri umani in animali a piacimento, e ne apprende la dipartita. Poi, mentre è intento a razionalizzarne la perdita, il killer s’imbatte con violenta casualità in uno criminale psicopatico, Richie Nix, un delinquente di serie B che vive alle spalle di una ex secondina, ma comunque pericoloso. Da quel momento i due decidono di fare affari insieme e, su suggerimento di Nix, Blackbird si lascia convincere a mettere in atto un tentativo di estorsione ai danni di un’agenzia immobiliare. Purtroppo si ritrovano sulla strada di questo male assortito duo di balordi i coniugi Wayne e Carmen Colson, lei agente immobiliare, lui carpentiere, due persone per niente speciali ed ormai abituate al tran tran ordinario delle loro vita, col figlio militare ormai lontano e senza nessun cambiamento significativo nel loro orizzonte di coppia. Senza ragionarci troppo sopra, Wayne sceglie di fare la cosa giusta e blocca con un certo vigore l’estorsione, meritandosi così l’odio eterno dei due criminali. Da quel momento nulla nella vita assolutamente tranquilla dei Signori Colson sarà più lo stesso: con Blackbird e Richie Nix perennemente sulle loro tracce, Wayne e Carmen saranno costretti ad entrare in un programma di protezione testimoni dell’FBI e scopriranno ben presto che si tratta di un meccanismo perverso che in certi casi funziona proprio grazie a soggetti violenti e disposti a tutto, pronti a sfruttarli senza pietà, gente davvero troppo simile a quella da cui stanno cercando di scappare. Nel frattempo Richie Nix ed il buon Blackbird continueranno ostinatamente a cercare i loro bersagli, lasciandosi risucchiare in una crescente spirale di violenza casuale che alla fine, comunque, li condurrà a destinazione. È allora che Carmen e Wayne dovranno cavarsela da soli per sopravvivere, in un finale in cui la normalità dell’ambientazione fa letteralmente a cozzi con il surreale che traspare dai dialoghi. Killshot è un noir d’annata del grande Elmore Leonard che, come al solito, non delude e si fa leggere tutto d’un fiato senza colpo ferire dalla prima all’ultima pagina, facendoci perdere dietro il flusso ininterrotto dei dirompenti dialoghi e sorprendendoci  per gli impeccabili tempi con cui si incrociano le diverse linee narrative. Insomma, Killshot sembra davvero un soggetto ideale per un thriller sul grande schermo, e non a caso da questo romanzo John Madden, già regista di Shakespeare in love, ha tratto l’omonimo film, interpretato da Mickey Rourke nei panni del killer Blackbird.

Elmore Leonard, Killshot, Torino, Einaudi, 2009; pp. 221

Voto 7½ 

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