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  13/08/2022 - 22:46

 

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Isabel Allende
La figlia della fortuna
Milano, Feltrinelli, 1999; pp. 336
Un'odissea di passioni

 




                     di Paolo Boschi


Afrodita
La figlia della fortuna
Ritratto in seppia
La città delle bestie
Il mio paese inventato
Il regno del Drago d'Oro


L'esordio di Isabel Allende come scrittrice è datato al 1982 con La casa degli spiriti, poi tradotto sul grande schermo da Bille August nel 1993: un successo a sorpresa poi confermato dai lavori successivi, da D'amore e ombra (1985) fino alla curiosa miscellanea narrativo-gastronomica di Afrodita (1998), passando per l'intenso Paula (1995). L'ultimo romanzo della scrittrice cilena è La figlia della fortuna, un successo annunciato, questa volta, dall'uscita stabilmente ai vertici delle classifiche dei libri più venduti. Un romanzo che si configura come una vera odissea di passioni, drammi e viaggi, tre cose che la Allende ben conosce per averle sperimentate sulla propria pelle: nata a Lima nel 1942, la scrittrice ha vissuto e lavorato in Cile come giornalista fino al 1973, l'anno del golpe di Pinochet, e poi si è trasferita prima in Venezuela e poi negli Stati Uniti. La figlia della fortuna racconta una storia che parte da lontano: dal Cile, per l'esattezza da Valparaíso dove, in una mattina dell'estate del 1832, davanti alla casa dei Sommers viene ritrovata una bambina abbandonata. La famiglia inglese dei Sommers è composta da Jeremy, austero uomo d'affari, dal capitano John e da Rose: proprio per le sue insistenze la neonata cilena è adottata, chiamata Eliza ed educata secondo la rigida disciplina anglosassone. La ragazza cresce ritrovando anche la componente indigena, più terrigna e passionale, grazie ai consigli ed alla presenza costante di Mama Fresia, la cuoca di casa Sommers: così, quando per Eliza arriva il momento dell'amore, la sua scelta non può che cadere su Joaquín Andieta, un giovane idealista alle dipendenze del padre adottivo. Quando poi, a metà Ottocento, il richiamo della febbre dell'oro fa sentire la sua voce anche in Cile, Joaquín parte per cercare fortuna in California: dopo qualche tempo anche Eliza parte alla volta degli Stati Uniti, alla ricerca del suo amore perduto. Comincia così un lungo itinerario di perizie nelle quali la protagonista sarà aiutata dal cinese Tao Chi'en: un viaggio di crescita personale, di scoperta della libertà e di un nuovo modo di vivere, con la costante ossessione del volto amato di Joaquín, forse divenuto capo di una banda di fuorilegge. La figlia della fortuna è un'infinita odissea di passioni, avventure, miti, personaggi e misteri vissuti sulla direttrice delle due Americhe, il tutto narrato nello stile a pronta presa della Allende.

Isabel Allende, La figlia della fortuna, Milano, Feltrinelli, 1999; pp. 336

Voto 7½ 

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