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  08/07/2020 - 07:18

 

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Vincere
Regia di Marco Bellocchio
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon; drammatico; Italia; 2009; C.

 




                     di Paolo Boschi


Vincere
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Dopo Buongiorno, notte Marco Bellocchio è tornato dietro la macchina da presa per raccontare un altro dramma (per quanto più sommerso) della storia del Novecento in Vincere, un film che racconta l’amore tormentato e non corrisposto dell’irriducibile Ida Dalser per Benito Mussolini. Ida conosce il futuro duce quando ancora è un giovane socialista che si oppone fieramente alla Chiesa ed alla monarchia, quando intento provocatoriamente a scuotere un uditorio sfidando Dio in persona a fulminarlo nei prossimi cinque minuti per provare la sua esistenza, quando invece impegnato a spingere le masse inconsapevoli verso l’emancipazione sociale. Sulla protagonista incombe un vero colpo di fulmine: si innamora di Mussolini a prima vista e per lui vende tutti i suoi beni – il salone di bellezza, la casa, i mobili, i gioielli – per finanziare la fondazione del “Popolo d’Italia”, il giornale che diverrà la base del futuro Partito Fascista. Quando scoppia il primo conflitto mondiale, Mussolini si arruola e sparisce dalla vita di Ida, che lo ritroverà tempo dopo immobilizzato a letto in un ospedale militare, purtroppo accudito da un’altra donna, Rachele, sposata con rito civile. L’amara sorpresa la induce a scagliarsi contro la rivale protestandosi la legittima consorte di Benito Mussolini, cui avrebbe dato anche un figlio, Benito Albino, ma la allontanano con la forza. Incapace di accettare compromessi di sorta, la protagonista continuerà ad urlare la verità ad ogni autorità disposta ad ascoltarla, divenendo col tempo una presenza sempre più imbarazzante per il Duce che, dopo averla disconosciuta e messa sotto sorveglianza, la sacrificò in nome della propria immagine pubblica, cancellando i documenti del matrimonio, rinchiudendola per sempre in un manicomio e separandola dal figlio, tristemente destinato alla stessa sorte. Vincere è un film nettamente diviso in due parti, con intarsi narrativi, talvolta semplici istantanee, che si succedono secondo una cronologia ondivaga: prima Bellocchio ci mostra con soluzioni visivamente quasi futuriste lo sbocciare della passione privata insieme alla violenta genesi del regime, poi il regista si concentra sul dramma privato di madre e figlio mentre l’ascesa di Mussolini è resa in contemporanea con efficaci filmati di repertorio. Nel cast spiccano ovviamente una magnifica Giovanna Mezzogiorno ed un bravissimo Filippo Timi. L’impeccabile confezione si completa con le musiche di Carlo Crivelli e la splendida fotografia di Daniele Ciprì. Il film racconta uno scontro di volontà monolitiche, indipendentemente dalla giustizia morale sottintesa alle loro azioni: Ida Dalser proclama una verità che un intero popolo che va divenendo ogni giorno più fascista non può accettare, dunque sarebbe opportuno che la protagonista recitasse la parte della brava massaia che il regime impone alle donne italiane, come umanamente le suggerisce lo psichiatra del manicomio di S. Clemente. Una commovente storia di esistenza cancellata intrisa di un forte rigore morale che si allinea per certi versi con la tragedia raccontata in Changeling da Clint Eastwood, che certo apprezzerebbe quest’ultima fatica di Marco Bellocchio

Vincere, regia di Marco Bellocchio, con Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon, Matteo Mussoni, Elena Presti, Fausto Russo Alesi, Paolo Pierobon; drammatico; Italia; 2009; C.; dur. 2h e 8’

Voto 8 

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