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  30/03/2020 - 20:59

 

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Buongiorno, Notte
Regia di Marco Bellocchio
Cast: Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Giovanni Calcagno, Paolo Briguglia; storico; Italia; 2003; C.
Il lato più oscuro degli anni di piombo

 




                     di Paolo Boschi


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Dall’autore de I pugni in tasca e L’ora di religione arriva una ricostruzione dall’interno della famigerata strage di via Fani che, venticinque anni fa, dette avvio al caso Moro, uno dei misteri più complessi della storia contemporanea italiana. Se di recente Piazza delle cinque lune di Renzo Martinelli aveva elaborato un’ipotesi del rapimento del politico democristiano nel registro del thriller, l’ottica scelta da Marco Bellocchio è drammatica, ispirata alla vicenda reale ma ad essa volutamente infedele sotto il profilo storiografico: anche per questo Buongiorno, Notte, titolo mutuato da Emily Dickinson, risulta così un’originale rilettura di un fatto di cronaca nera che tenne l’Italia col fiato in sospeso per quasi due mesi. Bellocchio ha rielaborato il rapimento di Aldo Moro ritraendolo dall’ottica della brigatista Chiara, ispirata con qualche licenza d’autore alla figura reale di Anna Laura Braghetti: è dagli occhi dell’unica donna del gruppo dei rapitori, l’unica a conservare un lavoro di bibliotecaria ed una parvenza di vita sociale durante il sequestro, che gli spettatori imparano a riconoscere Aldo Moro, sempre chiamato “Presidente” dai suoi carcerieri, che vivono un’esistenza da soldati, reclusi essi stessi nell’appartamento in cui viene detenuto il loro prigioniero, un prigioniero politico in una guerra rivoluzionaria, un ostaggio sempre più rassegnato a scrivere lettere alle istituzioni ed ai compagni di partito per promuovere una trattativa di scambio tra la sua persona e le BR in carcere. Chiara è una ragazza sorretta da una fede quasi naïve negli ideali rivoluzionari delle BR, la prima del gruppo dei carcerieri a vacillare, sempre più insonne, sempre più attenta scrutatrice (non vista) dei movimenti del prezioso ostaggio, che in breve diventa presenza ossessiva dei suoi sogni. La carica emotiva di Buongiorno, Notte è affidata in gran parte a questa generale ‘umanizzazione’ dei carcerieri di Moro, convinti della propria delirante missione ma tutti – per quanto ognuno in base alla propria sensibilità – scossi in qualche modo dalla prova definitiva che li attende nel caso (ipotesi subito probabile) che la linea dura scelta dalle istituzioni continui a negare dignità di soggetto politico alle BR: materializzare il verdetto di morte a cui il direttivo dei terroristi ha condannato il prigioniero Moro, nonostante il dubbio (paventato dal sempre più rassegnato ostaggio) che l’eliminazione del presidente della DC, reo di aver aperto il proprio partito a sinistra, trasformerà lui in un martire ed i suoi aguzzini in terroristi sanguinari senza possibilità di redenzione, finendo così per rendere un inestimabile servigio ai suoi avversari politici. Il film raggiunge inauditi livelli d’intensità, anche grazie al calzante accompagnamento musicale dei Pink Floyd di The dark side of the moon, nei momenti topici della storia, ovvero la presa di coscienza dell’inevitabile assassinio e la parata di politici ai funerali di stato cui la famiglia Moro negò la salma del defunto. La mano essenziale di Bellocchio segue implacabilmente l’ineluttabile corso degli eventi, attingendo a filmati di repertorio ed assecondando al meglio l’ottima prova complessiva di un grande cast, con Maya Sansa, il solito Luigi Lo Cascio e Roberto Herlitzka in grande evidenza. Tutto questo è Buongiorno, Notte: un’escursione negli anni di piombo toccante da far male, tragicamente intensa, drammaticamente umana.

Buongiorno, Notte, regia di Marco Bellocchio, con Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Giovanni Calcagno, Paolo Briguglia; storico; Italia; 2003; C.; dur. 1h e 45'

Voto 8 

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