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  10/02/2012 - 18:33

 

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Il regista di matrimoni
Regia di Marco Bellocchio
Cast: Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Sami Frey, Gianni Cavina, Maurizio Donadoni; commedia; Ita./Fran.; 2006; C.

 




                     di Paolo Boschi


Vincere
Il regista di matrimoni
Buongiorno, notte
L'ora di religione
Intervista a Marco Bellocchio
Intervista a Sergio Castellitto
La balia


Con Il regista di matrimoni, in concorso a Cannes 2006 nella sezione “Un certain régard”, dopo L’ora di religione si riunisce la premiata coppia Bellocchio-Castellitto. Protagonista della storia, ricca di sterzate nel fiabesco e nel surreale, è l’affermato regista Franco Elica, un ‘maestro’ contemporaneo che odia essere chiamato dottore e di cui in giro si sussurrano gusti sessuali curiosamente devianti. Il regista entra in piena crisi dopo il matrimonio d’apertura (davvero esilarante) della figlia con un fervente cattolico ed in seguito alle difficoltà di preparazione dell’ardua traslazione de I promessi sposi sul grande schermo, l’ultimo progetto in cui Elica si è impegnato. Un imprevisto imbarazzante con le forze dell’ordine induce il cineasta ad una partenza improvvisata: Elica si ritrova così, un po’ per caso, sulla spiaggia di un ridente paesino siciliano, dove incontra un regista di matrimoni con cui stringe amicizia. In casa dell’ospite il protagonista fa la conoscenza con una curiosa figura di nobile decaduto e squattrinato, il principe Ferdinando Gravina di Palagonia, che gli propone di dirigere un film (a tutti gli effetti una pellicola d’autore) sull’imminente matrimonio della splendida figlia Bona, che dovrà sposare un insulso riccastro per scongiurare la rovina del casato. Senza potersi sottrarre a questa improbabile proposta, Elica finirà immancabilmente per innamorarsi della bella principessa triste, continuando al tempo stesso ad occuparsi del curioso progetto, fino all’enigmatico finale che certamente Fellini, il maestro per eccellenza del cinema italiano, avrebbe apprezzato. Sulla spiaggia spesso ad Elica capita di trovare un collega regista che ha scelto di fingersi morto per ottenere i riconoscimenti che sente di meritare, perché in Italia – teorizza causticamente Bellocchio – sono i morti che comandano. Il regista di matrimoni va segnalato per l’indiscutibile originalità del soggetto e per la certosina cura nel montaggio, con impressionistici inserti d’epoca in bianco e nero che si intarsiano nella storia portante amplificandone ad libitum l’afflato surreale ed implicitamente lirico.

Il regista di matrimoni, regia di Marco Bellocchio, con Sergio Castellitto, Donatella Finocchiaro, Sami Frey, Gianni Cavina, Maurizio Donadoni; commedia; Ita./Fran.; 2006; C.; dur. 1h e 47’

Voto 8 

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