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  26/02/2020 - 23:38

 

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Che Pasticcio, Bridget Jones!
Regia di Beeban Kidron
Cast: Renée Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant, Jim Broadbent, Jacinda Barrett; commedia; Gran Bretagna; 2004; C.
La dura legge del sequel

 




                     di Paolo Boschi


Che Pasticcio, Bridget Jones! - Recensione del film
Il diario di Bridget Jones - Recensione del film
Il diario di Bridget Jones - Presentazione del film
Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding
Bridget Jones's Diary Soundtrack
Che pasticcio, Bridget Jones di Helen Fielding


Nella stagione cinematografica dei sequels – aperta da The Chronicles of Riddick, proseguita con Spider-Man 2, The Bourne Supremacy, Ocean’s Twelve e Shrek 2 – non poteva mancare all’appello anche l’atteso seguito delle avventure della single urbana più famosa di Londra, ovvero Bridget Jones, il personaggio che ha reso la giornalista e scrittrice Helen Fielding un caso letterario fin dal debutto e Il diario di Bridget Jones dell’esordiente regista Sharon Maguire un successo internazionale. In effetti anche nel sequel Che pasticcio, Bridget Jones! – tratto dall’omonimo romanzo della Fielding – gli efficaci ingredienti del fortunato Diario sono rimasti sostanzialmente inalterati, a partire dal trittico di protagonisti e dalla spumeggiante colonna sonora (la prima conquistò i vertici delle classifiche internazionali), mentre le cose sono cambiate in cabina di regia, dove la Maguire è stata sostituita dalla più esperta collega Beeban Kidron, classe 1961, finora autrice di un pugno di riuscite commedie (Vroom, Antonia e Jane, La vedova americana e A Wong Foo, grazie di tutto, Julie Newmar). Che pasticcio, Bridget Jones! presenta un iter narrativo praticamente inverso rispetto a Il Diario di Bridget Jones, dato che la storia prende avvio con la nostra impagabile Bridget sempre oppressa dal fantasma del peso-forma, dal numero eccessivo delle sigarette fumate o dai troppi drinks consumati, ma anche ad un passo dall’ingresso nella categoria dei “Felicemente Sposati”, inviadiato gruppo sociologico in cui non avrebbe mai lontanamente immaginato di poter rientrare all’inizio delle sue (dis)avventure sentimentali sul grande schermo. Proprio quando l’atavico terrore di Bridget di morire zitella e divorata da un pastore alsaziano pare diventato ormai un brutto ricordo e le nozze con l’avvenente avvocato Mark Darcy sembrano ad un passo, il sogno coniugale della mitica eroina va in frantumi e Bridget si vede costretta a rientrare inesorabilmente nella malinconica categoria dei singles. Nel frattempo il litigio con l’ex fidanzato porta la nostra eroina a riavvicinarsi al perfido (ma affascinante) Daniel Cleaver, divenuto inviato speciale del network in cui anche Bridget lavora: proprio nel corso di una trasferta professionale in Thailandia la protagonista finirà in un guaio giudiziario da cui soltanto Mark Darcy potrà tirarla fuori, con un conseguente riaddensamento di fiori d’arancio tra i due. Che pasticcio, Bridget Jones! non rifugge (neppure sotto il fronte letterario) a tutti i difetti tipici del sequel, muovendosi sempre sull’orlo della ridondanza e della ripetitività, anche dal punto di vista dell’accompagnamento musicale, talvolta troppo invasivo rispetto alla storia. A ciò si aggiunga anche una Renée Zellweger abbastanza sottotono, nuovamente (e fieramente) ingrassata per rientrare nella parte. Ma è sicuro che il blando ritmo e la trama scontata non impedirà a questo seguito di diventare il primo successo commerciale dell’anno...

Che Pasticcio, Bridget Jones! - Bridget Jones: the edge of reason, regia di Beeban Kidron, con Renée Zellweger, Colin Firth, Hugh Grant, Jim Broadbent, Jacinda Barrett; commedia; Gran Bretagna; 2004; C.; dur. 1h e 48'

Voto 6- 

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