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  08/07/2020 - 07:14

 

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Helen Fielding
Che pasticcio, Bridget Jones!
Milano, Sonzogno, 2000; pp. 400
Torna la più impagabile single di Londra

 




                     di Paolo Boschi


Che Pasticcio, Bridget Jones! - Recensione del film
Il diario di Bridget Jones - Recensione del film
Il diario di Bridget Jones - Presentazione del film
Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding
Bridget Jones's Diary Soundtrack
Che pasticcio, Bridget Jones di Helen Fielding


Nelle ultime pagine de Il diario di Bridget Jones avevamo lasciato l'inimitabile protagonista all'inizio della sua storia d'amore con l'affascinante avvocato Mark Darcy - paradigmatica del fatto che spesso la prima impressione inganna, come pure i maglioni a rombi... -. E non a caso la ritroviamo felicemente fidanzata in apertura di Che pasticcio, Bridget Jones!, il secondo romanzo di Helen Fielding dedicato alla single urbana più famosa di Londra, personaggio ormai di culto (e in tutto il mondo) nato in una rubrica baciata dal successo redatta dalla stessa scrittrice inglese sulle colonne dell'"Indipendent". Il taglio narrativo è sempre lo stesso: un succedersi ininterrotto di appunti giornalieri preceduti da una griglia più o meno fissa dedicata al peso-forma di Bridget Jones, al numero di sigarette fumate, alla quantità di drinks consumati e, almeno all'inizio, anche alla copia di amplessi lietamente effettuati con il neo-fidanzato. Sembra sfumato ad libitum in Bridget l'atavico terrore di finire i suoi giorni morendo zitella, sola e abbandonata, nonché ritrovata mezza divorata da un pastore alsaziano. Tant'è, anche la vita degli ex singles presenta non poche tensioni: in primo luogo quelle assicurate dalle incomprensioni domestiche, secondariamente la possibilità che il proprio oggetto d'amore diventi territorio di caccia per la classica conoscente antipatica, magrissima, sempre in tiro e con gambe chilometriche. Così, ad un passo dal divenire una Felicemente Sposata, quasi inesorabilmente Bridget Jones si vede costretta a tornare nella cerchia dei single, a passare interminabili serate a bere Chardonnay, fumare e sparlare degli uomini con le amiche Shaz, June (che ha detto sì al Perfido Richard), alla sposatissima Magda ed a Tom, il classico amico omosessuale: un tour de force dalla chiara valenza terapeutica. Tra una telefonata e l'altra della pressantissima madre (con l'attacco fisso: "Ciao, tesoro, indovina?"), la nostra Bridget rispolvera i suoi numerosi manuali di autosostegno, si dedica alla sua professione di giornalista televisiva (con il clou di una mitica intervista al suo attore del cuore, Colin Firth) e comincia ad annotare puntigliosamente anche le chiamate alla segreteria telefonica per sapere se il fidanzato perduto Mark Darcy si è fatto vivo o no, mentre aumentano le sue escursioni gastronomiche a base di cioccolato, formaggi ad alto tasso di lipidi e superalcolici per rintuzzare la malinconia amorosa. Ma in Che pasticcio, Bridget Jones! ci muoviamo rigorosamente all'interno del registro della commedia rosa, e quindi è solo questione di tempo prima il ritrovato principe azzurro bussi ancora alla porta della protagonista. Nonostante si tratti a tutti gli effetti di un sequel, il secondo romanzo di Helen Fielding funziona e continua a sorprendere piacevolmente: si sorride, spesso si ride e quasi sempre si scoprono piccole grandi verità del vivere quotidiano. E in futuro vedremo Bridget Jones anche su celluloide, in un film interpretato da Renée Zellweger, Hugh Grant e Colin Firth (nella parte di Mark Darcy, of course), ovviamente ambientato nel romantico quartiere di Notting Hill.

Helen Fielding, Che pasticcio, Bridget Jones!, Milano, Sonzogno, 2000; pp. 400

Voto 7½ 

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