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  24/08/2019 - 20:22

 

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Il diario di Bridget Jones
Regia di Sharon Maguire
Cast: Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Jim Broadbent, Honor Blackman; commedia; Usa/Gran Bretagna/Francia; 2001; C
Dall’omonimo best seller di Helen Fielding

 




                     di Paolo Boschi


Che Pasticcio, Bridget Jones! - Recensione del film
Il diario di Bridget Jones - Recensione del film
Il diario di Bridget Jones - Presentazione del film
Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding
Bridget Jones's Diary Soundtrack
Che pasticcio, Bridget Jones di Helen Fielding


L’impagabile Bridget Jones – già protagonista di una rubrica di successo di Helen Fielding pubblicata sulle colonne del prestigioso “Indipendent” e quindi di due best sellers – è finalmente approdata sul grande schermo ne Il diario di Bridget Jones di Sharon Maguire, traslazione cinematografica del primo romanzo dedicato alla trentenne single più famosa di Londra. Il passaggio dalla pagina scritta alla celluloide è riuscito a rendere in gran parte l’atmosfera del romanzo, rispetto al quale perdono un po’ di spazio le schematiche (e divertentissime) annotazioni giornaliere di Bridget Jones (peso, numero delle sigarette fumate, drinks consumati e così via), come pure le apparizioni dei suoi tre amici del cuore. Il film della Maguire racconta un anno di vita della protagonista, aperto dai classici buoni propositi da realizzare: perdere i dieci chili di troppo, trovare un fidanzato carino e sensibile evitando nel contempo le peggiori categorie maschili, bere e fumare di meno, varie ed eventuali. Il diario di Bridget Jones prosegue con l’incontro, alla festa familiare organizzata dall’assillante madre di Bridget, con Mark D’Arcy, avvocato paladino dei diritto civili, un po’ snob e con un pessimo gusto nell’abbigliamento. Tra lui e Bridget l’indifferenza astiosa pare sbocciare a prima vista, mentre la nostra eroina non può evitare di soccombere al fascino sfacciato di Daniel Cleaver, il capo della casa editrice nella quale Bridget lavora, donnaiolo impenitente e bugiardo matricolato che la corteggia a forza di ammiccanti e-mail. Tra le serate ad alto tasso alcolico con l’immancabile trio d’amici, la crisi matrimoniale dei genitori, una fuga romantica con Daniel (precocemente interrotta), un pesante convivio con coppie di Felicemente Sposati e il suo nuovo impiego di giornalista televisiva d’assalto, la nostra Bridget scoprirà alla fine che la prima impressione su Mark D’Arcy era radicalmente sbagliata. Un film leggero come un fiocco di neve, ricco d’ironia e mai banale, ravvivato da un discreto ritmo e da una piacevole colonna sonora. I tre protagonisti de Il diario di Bridget Jones risultano perfettamente in parte: dalla texana Renée Zellweger – che è dovuta ingrassare di oltre dieci chili ed ha perfino lavorato in una casa editrice in incognito per prepararsi al ruolo – a Hugh Grant, che per una volta ha smesso i panni del bravo ragazzo di Quattro matrimoni e un funerale e Notting HIll, ed infine a Colin Firth, volto ideale per il personaggio di Mark D’Arcy, essendo l’attore prediletto di Bridget Jones nel romanzo. Molte le battute felicemente trapassate dalla carta al grande schermo, imperdibile quella pronunciata dalla protagonista all’apice dello sconforto sentimentale: « In momenti come questo si può scegliere: rinunciare e accettare uno stato di perpetuo zitellaggio per finire poi magari mangiata dai pastori alsaziani, oppure no. Io ho scelto di no. E la vodka».

Il diario di Bridget Jones - Bridget Jones’s Diary, regia di Sharon Maguire, con Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Jim Broadbent, Honor Blackman; commedia; Usa/Gran Bretagna/Francia; 2001; C.; dur. 1h e 37’

Voto 7½ 

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