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  26/02/2020 - 22:57

 

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Bridget Jones's Diary Soundtrack
AA.VV., Bridget Jones’s Diary
[Island - 2001]
Una frizzante colonna sonora di marca sentimentale

 




                     di Paolo Boschi


Che Pasticcio, Bridget Jones! - Recensione del film
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Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding
Bridget Jones's Diary Soundtrack
Che pasticcio, Bridget Jones di Helen Fielding


Il sottotitolo del romanzo di Helen Fielding – “Chili, amore e sigarette: un anno appassionatamente single”  – da cui Il diario di Bridget Jones di Sharon Maguire è tratto inquadra al meglio la relativa soundtrack, rigorosamente per signorine afflitte dal timore di cadere in depressione per la lunga attesa di un principe azzurro che tarda ad arrivare e per l’incubo di morire sole in casa finendo divorate dal pastore alsaziano di turno. Detto ciò Bridget Jones’s Diary si profila come una colonna sonora vivace e sbarazzina, decisamente piacevole nel volgere delle sue complessive quindici tracce equamente distribuite tra sprazzi di disco, attimi di swing, numerose ballate a pronta presa sentimentale, qualche immancabile classico e canzoni malinconiche per i numerosi momenti di sconforto delle povere singles. Il pezzo apripista della tracklist è Killin’ Kind, un tranquillo pop-rock di Shelby Lynne movimentato ma non troppo, abbastanza convincente a confronto con Dreamsome, il secondo brano (melenso e poco ispirato) interpretato della cantante. D’altra parte, escludendo gli ultimi due episodi della scaletta (Alisha’s Attic e Patrick Doyle), la scatenata cover di It’s raining men di Geri Haliwell e Just perfect di Tracy Bonham, il livello medio di Bridget Jones’s Diary ne fa una soundtrack mai banale e spesso godibile. Da segnalare in tal senso sicuramente Kiss that girl, una deliziosa ballad di sapore country-rock di Sheryl Crow, l’intrigante soul di Love di Rosey, la romantica e malinconica cover di All my self nell’interpretazione di Jamie O’Neal, Robbie Williams che gioca (risultando perfino credibile) con lo swing di Have you meet Miss Jones di Frank Sinatra, per poi vestire per la seconda volta i panni del cantante confidenziale vecchio stile in Not of this earth, una romantica ballata non troppo originale ma tutto sommato intrigante. Restano da citare il singolo di lancio della colonna sonora, ovvero Out of reach di Gabrielle, un soul-rock di matrice sentimentale ed abbastanza ispirato, come pure Someone like you, un rhythm’n’blues di classe ottimamente interpretato da Dina Carroll, e Stop, Look, Listen (To Your Heart), classico (e romantico) duetto tra Diana Ross e Marvin Gaye. Ma l'apoteosi del Bridget-pensiero in ambito discografico è sicuramente una canzone ‘nera’ come I'm every woman nell'interpretazione carica di groove di Chaka Kahn.

AA.VV., Bridget Jones’s Diary Soundtrack [Island]

Voto 7 

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