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  07/04/2020 - 15:37

 

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Patricia Cornwell
L'ultimo distretto
Milano, Mondadori, 2001, pp. 437
Kay Scarpetta, anatomopatologa per professione e detective part time

 




                     di Paolo Boschi


Causa di morte
Morte innaturale
Punto di origine
Cadavere non identificato
L'ultimo distretto


L’ultimo distretto non è che l’ennesimo tassello narrativo della saga infinita che Patricia Cornwell, classe 1956, ha incentrato sul fortunato personaggio di Kay Scarpetta, nota direttrice dell’istituto di medicina legale di Richmond, Virginia, peraltro laureata in giurisprudenza. Le ragioni del successo di questa (spesso intrigante) soap opera mortuaria sono da ricercarsi nel riuscito mélange di rosa e di nero che contraddistingue la serie (con il clou dichiarato delle realistiche autopsie in sala d’anatomia): e senza dubbio anche nella protagonista, che è una donna ambiziosa, preparata, intelligente, ma allo stesso tempo abbastanza fragile nella sfera affettiva, dove la fortuna non l’ha favorita come in carriera – un rapporto contrastato con la madre e la sorella; le preoccupazioni per l’amata Lucy, nipote ribelle ed instabile; l’amore della sua vita, Benton Wesley, finito trucidato da due serial killers –. Con il precedente (e non molto originale) Cadavere non identificato la scrittrice americana si era interrotta alla cattura del cosiddetto Loup Garou (o lupo mannaro che dir si voglia), alias Jean–Baptiste Chandonne, affllitto dalla nascita da una rarissima forma di irsutismo, figlio sconfesso di una potente famiglia francese con latenti legami alla Mafia, accusato dell’omicidio di sette donne a Parigi e di due a Richmond, più un tentato omicidio ai danni della stessa Kay Scarpetta, addirittura in casa sua. Con L’ultimo distretto la Cornwell riprende le fila proprio dalla scena del delitto non consumato, con la protagonista più scossa che mai per essere riuscita a scampare alla morte fortuitamente. Accade però che Chandonne continui a dichiarare la propria innocenza, imputando i suoi capi d’accusa ad un oscuro e fantomatico complotto internazionale organizzato ai suoi danni per colpire la sua influente famiglia. Per quanto incredibile il dubbio comincia ad insinuarsi anche nella mente di Kay Scarpetta, sempre più sotto pressione, anche perché è stata indagata per l’ultima vittima imputata al lupo mannaro, ovvero l’acida Diane Bray, vicecomandante della polizia locale, con la quale i contrasti erano palesi. Il procuratore di New York Jamie Berger, incaricata del relativo processo, per quanto ammiri il medico legale di Richmond, pare lasciar aperta la possibilità alla sua eventuale colpevolezza, e sembra tentennare anche l’inseparabile spalla fissa di Kay, il capitano Pete Marino. Nel momento più buio si aprirà per la protagonista un nuovo spiraglio professionale (grazie all’intraprendenza della nipote Lucy), mentre le indagini sul loup garou ripartono da zero contemplando nuove ipotesi: una possibile lotta tra diversi cartelli mafiosi, o forse un assassino insospettabile che sfrutta la deformità di Chandonne per addossargli le sue vittime. Tra nuovi indizi, test del Dna e le autopsie di due cadaveri sconosciuti, L’ultimo distretto si avvia verso un finale all’insegna di tremende sorprese, con Kay Scarpetta in piena crisi esistenziale che oscilla sempre più sull’orlo del baratro. Patricia Cornwell ha ben costruito il suo romanzo forse più personale (attingendo spesso al gossip circolante nei suoi confronti), forte di una trama intricata e ricca di suspense, in cui gli sviluppi sono sapientemente articolati.

Patricia Cornwell, L’ultimo distretto, Milano, Mondadori, 2001, pp. 437

Voto 7 

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