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  20/10/2019 - 20:44

 

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Il genio della truffa
Regia di Ridley Scott
Cast: Nicolas Cage, Sam Rockwell, Alison Lohman, Bruce McGill; commedia/thriller; Usa; 2003; C.
Mentire. Raggirare. Rubare. Sparire. Ripetere l'operazione.

 




                     di Paolo Boschi


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Roy è un genio della truffa, un camaleontico artista dell’imbroglio dalla fedina penale immacolata che, in svariati anni di disonesta carriera, è riuscito ad accumulare una piccola fortuna: la carta vincente di Roy si è spesso rivelata la sua faccia da bravo ragazzo, grazie alla quale è sempre riuscito a circuire il pollo di turno e farsi consegnare i soldi senza mai dover ricorrere alla violenza. Il suo pupillo si chiama Frank, la spalla ideale per individuare il pollo giusto, mentire, raggirarlo, rubare, sparire e ripetere l’operazione ad libitum. Il lato oscuro di una professione tanto remunerativa è però una vita solitaria, priva di relazioni significative, ricca di sensi di colpa e con un impressionante bagaglio di ossessioni e tic nervosi: Roy è ancora oppresso dai rimpianti per la rottura con la moglie che lo lasciò, incinta, quattordici anni prima e negli ultimi tempi le sue numerose fobie hanno raggiunto livelli di guardia – la mania per l’igiene della moquette del suo appartamento, ad esempio, per cui chiunque entri in casa sua deve togliersi le scarpe, l’ossessione per il tonno in scatola, il vizio incallito del fumo –, tanto da diventare un problema per la sua particolare professione e da spingerlo, su consiglio del socio in affari, a rivolgersi ad un bravo psicanalista. Dalla terapia, che inizialmente non è che la via più facile per procurarsi pillole antidepressive, arriva per Roy l’inaspettata scoperta di una figlia quattordicenne, Angela, che peraltro desidera conoscerlo: dopo l’iniziale titubanza, Roy trova il coraggio per conoscere la figlia e, dopo i primi sconvolgimenti alla sua metodica routine da incurabile nevrotico, il protagonista comincia a farsi contagiare dalle gioie (e dai dolori) della paternità, amplificate dalla singolare coincidenza che la figlia sembra aver ereditato il suo talento truffaldino. L’aver ritrovato un rapporto importante con una figlia di cui ignorava l’esistenza costituisce la cura migliore per la composita patologia da agorafobo ossessivo-compulsivo che affligge Roy, al punto da far rinascere nell’artista dell’inganno il desiderio di una vita diversa, ovviamente insieme ad Angela. Il genio della truffa, interpretato da un bravissimo Nicolas Cage, continua con l’attuazione di un’ingegnosa truffa finanziaria ai danni di un cinico speculatore individuato da Frank: per raggirarlo Roy opta per il colpo alla giamaicana, ed alla fine sarà costretto giocoforza a servirsi della cooperazione attoriale di Angela, ma le cose non andranno esattamente per il verso giusto. L’ultimo film di Ridley Scott è una deliziosa commedia di matrice esistenzialista sulla possibilità di una vita nuova, esattamente quella che il protagonista dovrà ricostruirsi dopo l’immancabile finale a sorpresa, perché le tante stangate messe a segno ne Il genio della truffa non costituiscono che la copertura per il colossale raggiro latente che lo spettatore potrà razionalizzare solo poco prima del lieto fine. Una commedia di truffa leggera e profonda al tempo stesso.

Il genio della truffa - Matchstick Men, regia di Ridley Scott, con Nicolas Cage, Sam Rockwell, Alison Lohman, Bruce McGill; commedia/thriller; Usa; 2003; C.; dur. 2h

Voto 7/8 

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