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  29/05/2022 - 07:08

 

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La finestra di fronte
Regia di Ferzan Ozpetek
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro, Serra Yilmaz; drammatico; Italia; 2002; C.
Una storia d'amore tra memoria e voyeurismo

 




                     di Paolo Boschi


Le fate ignoranti
La finestra di fronte - Recensione
La finestra di fronte - Colonna sonora
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Dopo il sorprendente successo de Le fate ignoranti Ferzan Ozpetek è tornato dietro la macchina da presa per dirigere La finestra di fronte, una storia sentimentale delle sue, in cui tornano tutte le tematiche care al regista di origine turca (l’amore, l’omosessualità, la vita normale, la società multietnica, l’intimismo, il voyeurismo). Protagonista del film è Giovanna, una giovane donna, madre di due figli e sposata da nove anni con Filippo: lei, nonostante sognasse di diventare una pasticcera, è impiegata come contabile in una polleria industriale, lui tira avanti alternandosi tra un lavoro saltuario e l’altro. Giovanna e Filippo non hanno una grande tranquillità economica, vivono in un modesto condominio in un quartiere popolare di Roma, ed il loro matrimonio da tempo procede stancamente, costipato dalle difficoltà quotidiane. Giovanna in particolare, vista la continua instabilità professionale, del marito, giocoforza è diventata la forza trainante della famiglia, si è indurita, ha rinunciato ai suoi sogni e si concede come unico ed innocente passatempo di spiare talvolta dalla finestra i movimenti di un giovane e avvenente dirimpettaio, il bancario Lorenzo. Un giorno per caso Giovanna e Filippo incontrano per strada un anziano e distinto signore che ha perso la memoria e chiede loro aiuto: causa l’estemporaneo interessamento del marito, Giovanna finisce per ritrovarsi ad libitum il vecchio sconosciuto in casa, costretta in breve ad occuparsene in prima persona, tanto che tra i due impalpabilmente si forma un rapporto. Il vecchio ospite soffre di depressione, è tormentato da visioni che lo riportano al passato, a qualcosa che è successo decadi prima nella notte del 16 ottobre 1943, la notte del rastrellamento nazista nel ghetto romano. Il vecchio ospite ed il suo mistero diventano il trait d’union, assolutamente casuale, attraverso il quale Giovanna e il giovane uomo della finestra di fronte riusciranno a conoscersi: entrambi attratti l’uno dall’altra, i due cominceranno ad appassionarsi all’enigma passato del vecchio smemorato, continuando ad indagare anche dopo la sua uscita di scena. Grazie al vecchio ed all’unica traccia che si è lasciato dietro, una struggente lettera d’amore stinta dal tempo (e mai spedita), Giovanna e Lorenzo inizieranno anche a rivelarsi i rispettivi sentimenti. Infine Giovanna riuscirà a scoprire i particolari di quel passato amore (proibito, ça va sans dire) e, soprattutto, la vera identità del vecchio signore: un nuovo incontro che darà una svolta al suo sogno professionale e la aiuterà a comprendere anche la propria identità sentimentale, in una parola a ritrovare la speranza e cambiare il proprio destino. La finestra di fronte è un film che indaga in modo delicato ed efficacissimo sulle emozioni e sulla memoria: da questo punto di vista è d’obbligo segnalare una notevole sequenza che collega passato e presente senza soluzione di continuità in una carrellata circolare intorno al tavolo cui sono seduti i tre protagonisti. Il film è dedicato alla memoria di Massimo Girotti, un pezzo di storia del cinema italiano scomparso poco dopo l’ultimo ciak de La finestra di fronte. Nell’ottima prova complessiva degli attori spicca in particolare una Giovanna Mezzogiorno brava come di consueto: nel cast figura anche la simpatica Serra Yilmaz, attrice-feticcio della filmografia ozpetekiana. La colonna sonora è stata affidata ad Andrea Guerra: l’avvolgente Leitmotiv del film in particolare è diventato la base per la struggente Gocce di memoria, scritta ed interpretata da Giorgia. La conferma del talento di Ferzan Ozpetek.

La finestra di fronte, regia di Ferzan Ozpetek, con Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti, Filippo Nigro, Serra Yilmaz; drammatico; Italia; 2002; C.; dur. 1h e 46’

Voto 7½ 

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