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  18/10/2017 - 16:54

 

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Draquila - L'Italia che trema
Regia di Sabina Guzzanti
Documentario; Italia; 2010; C.

 




                     di Paolo Boschi


Viva Zapatero!
Draquila - L'Italia che trema


È la notte del 6 aprile 2009 quando la terra trema a L’Aquila: muoiono oltre trecento persone, crollano gran parte degli edifici del capoluogo abruzzese, l’intero centro storico viene evacuato a tempo indeterminato e la successiva gestione della crisi trasforma una città di settantamila abitanti in una sorta di inquietante laboratorio. Sabina Guzzanti ha cercato di ricostruire con obiettività quanto è successo intervistando (spesso con difficoltà) cittadini, tecnici e personaggi istituzionali, limitando la sua irrestibile verve satirica a godibili ma dolceamari siparietti comici animati e non, compresa l’immancabile comparsata nei panni della sua personale versione di Berlusconi. Stando a Draquila il premier, in forte crisi di consensi nella primavera scorsa, avrebbe intravisto nella gestione della tragedia la possibilità di far risalire la sua popolarità, poi l’ha affidata alla Protezione civile nella persona di Guido Bertolaso con l’obiettivo di ricostruire la città senza troppa attenzione alla sua storia ma all’affare che poteva rappresentare. Ecco dunque che, invece di ristrutturare L’Aquila è invece partita la campagna pubblicitaria dell’edificazione di una New Town che avrebbe accolto i cittadini sfollati, metà ospitati nella strutture alberghiere della costa e metà nelle tendopoli: i primi appartamenti ammobiliati ed accessoriati (con lo spumante italiano in frigo per festeggiare) da consegnare a settembre in occasione del compleanno del premier. E intanto il centro storico è rimasto coperto di macerie e trasformato in una città fantasma con un unico abitante, il Prof. Raffaele Colapietra, che ha superato le intimidazioni istituzionali ed è rimasto nella sua casa dopo aver speso i pochi euro necessari a metterla in sicurezza. E si continua con la geniale idea di spostare il G8 dalla prevista sede della Maddalena – dopo un investimento di oltre trecento milioni di euro – a L’Aquila con un piccolo investimento aggiuntivo di altri centottantacinque milioni per far conoscere al mondo la tragedia del recente terremoto, per quanto la lista delle relative spese inneschi un inevitabile senso di nausea negli spettatori più sensibili… La Guzzanti poi trae le somme di siffatti progetti, innescati da una legge che aleggia minacciosa sugli ignari italiani equiparando l’emergenza al grande evento, poi ne individua più di una trentina, molti curiosamente di natura religiosa e non sempre d’interesse immediato ai più. Alcune testimonianze sono spari nel buio che vanno diritti allo stomaco, come un padre giornalista che ha sinceramente creduto alle previsioni non allarmistiche (e le ha persino pubblicate) sull’attività sismica successiva al grande terremoto che ha ridotto l’Aquila ad un cumulo di macerie e così ha perso i suoi due bambini. O l’ipotesi su un allarme sismico ignorato precedente di quattro mesi rispetto al sisma della primavera 2009. O ancora l’indignata riflessione di chi non ha più venticinque anni e la possibilità di lasciare un paese che ha perso se stesso, e poi riflette sulla crisi di valori e sul marciume etico dell’Italia presente che non si può sbrigativamente bollare con un “tanto passa”, perché col passare degli anni semmai tutto peggiora e all’orizzonte nessuno si fa avanti a cambiare le cose. E come dimenticare le intercettazioni telefoniche degli sporchi speculatori che in barba ai morti ed ai feriti hanno riso alla notizia del sisma pensando ai futuri guadagni che ne avrebbero tratto? Al di là del suo approccio estetico d’impronta televisiva Draquila è soprattutto un risentito esempio di giornalismo d’inchiesta, lucido ed anche piuttosto equilibrato, un documentario che lascia l’amaro in bocca e molto fa riflettere su cosa stia diventando una nazione che riesce a gestire una tragedia in questo modo. E non fa meno tristezza che debba essere un’artista satirica come la Guzzanti a prendersi la briga di denunciarlo. Assolutamente da vedere.

Draquila - L'Italia che trema, regia di Sabina Guzzanti; documentario; Italia; 2010; C.; dur. 93’

Voto 7/8 

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