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  10/02/2012 - 17:42

 

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Quando c'era Silvio
Regia di Ruben H. Oliva
Documentario; Italia; 2005; C.

 




                     di Paolo Boschi


Si può essere più scaramantici che con un titolo come Quando c’era Silvio, che presuppone la sconfitta dell’attuale presidente del Consiglio alle imminenti elezioni in programma il prossimo 9 aprile? Quel che è certo, in ogni caso, è che questo documentario scritto a quattro mani dal direttore del settimanale “Diario” Enrico Deaglio con Beppe Cremagnani per la regia di Ruben H. Oliva indigna non poco nella sua ricostruzione dei controversi anni del fenomeno politico berlusconiano. Il film, il primo a raccontare in modo esaustivo – ed anche piuttosto obiettivo e documentario – l’avventura dell’uomo che più ha diviso gli italiani dal 1994 ad oggi, è stato rifiutato dalla Rai e dunque è uscito direttamente in vendita in dvd, sia in edicola che nelle librerie Feltrinelli e nel circuito homevideo, e godrà anche di una limitata distribuzione in sala. Quando c’era Silvio prende avvio con toni da fiaba: Lella Costa sta leggendo a nostro uso e consumo Le avventure di Pinocchio, e immediato scatta il parallelo tra l’omino che guida i ragazzi svogliati (i futuri ciuchini) nel paese dei Balocchi e l’Italia contemporanea. E comincia così la storia personale di Silvio Berlusconi, l’ultimo grande ‘miracolo’ italiano del Novecento con le sue luci e le sue ombre: la genesi oscura del suo patrimonio finanziario, l’acquisto a prezzo scontatissimo della splendida villa di Arcore con quadri di Tintoretto compresi, il segreto dei suoi capelli, una visita di Gorbaciov a Berlusconi imprenditore, la storia dello stalliere mafioso di Arcore, lo stravagante enigma che nasconde il mausoleo privato edificato nel parco di Arcore quale dimora eterna di Berlusconi e dei suoi fedeli – un progetto ispirato alla tomba di Tutankamon su cui è già nata la leggenda metropolitana che i futuri ‘ospiti’ vi saranno ibernati –, lo sconcertante aumento patrimoniale di Berlusconi dopo la discesa in campo in un periodo di forte recesso economico, lo scandaloso editto bulgaro in cui Biagi, Santoro e Luttazzi furono ‘esiliati’ dalla TV pubblica ed infine la vergognosa seduta del Parlamento di Strasburgo del 2 luglio 2003 in cui il premier italiano perse le staffe con il tedesco Martin Schulz, che offese paragonando ad un kapò e lasciando tutti esterefatti – un filmato inedito mai trasmesso dalla Rai che Deaglio ha ottenuto con la massima facilità dal Parlamento Europeo –: venti minuti in cui il nostro premier si profuse in un delirio d’onnipotenza e di cattivo gusto in grado di sommuovergli in un coro unanime di fischi e d’indignazione eurodeputati non solo di sinistra ma financo di centro e di destra. Un agile documentario di un’ora e mezza che molto fa riflettere su un caso inaudito, un vero e proprio monstrum antidemocratico che non ha eguali nel mondo e per il quale tutto il mondo, parafrasando Machiavelli, si smascella dalle risa…

Quando c'era Silvio, regia di Ruben H. Oliva; documentario; Italia; 2005; C.; dur. 1h e 30’

Voto 7½ 

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