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  28/01/2026 - 01:49

 

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Uscivamo molto la notte
Regia di Stefano Pistolini
Sceneggiatura e co-regia di Bruno Casini
La scena culturale di Firenze negli anni ‘80 si racconta attraverso alcuni dei suoi protagonisti. Dopo essere stato presentato al Festival dei Popoli 66 e tante repliche al Teatro della Compagnia di Firenze viene proposto dal 30 gennaio al 1 febbraio a Il Garibaldi/Milleventi di Prato e prossimamente in alcuni festival

 




                     di Giovanni Ballerini


L’aveva già fatto in tanti incontri e in libri azzeccati, come “Frequenze Fiorentine”, “New Wave a Firenze” e “Tondelli e la Musica”, ma stavolta il comunicatore e agitatore culturale Bruno Casini veste i panni di sceneggiatore e co-regista e ribadisce il concetto con un interessante docufilm, prodotto dalla Darallouche Film, che vanta la regia di Stefano Pistolini. Si chiama Uscivamo molto la notte il documentario dedicato al fermento della travolgente scena culturale di Firenze negli anni ‘80 che, dopo il sold out di novembre alla sessantaseiesima edizione del Festival dei Popoli e prima di essere proposto in vari festival, è tornato ad animare lo schermo del Teatro della Compagnia di Firenze dal 9 al 21 gennaio 2026 riscuotendo un bel successo di pubblico, richiamando giovani di tutte le età che, insieme ai tanti newaver che hanno vissuto attivamente quel periodo, hanno volentieri scoperto o riscoperto le atmosfere fiorentine al tempo del suo strepitoso e inaspettato Rinascimento culturale degli anni Ottanta. Sarà la stessa cosa da venerdì 30 gennaio (presenti in sala Bruno Casini e Asso Dj) a domenica 1 febbraio 2026 alle 21 quando il docufilm sarà proposto a Il Garibaldi/Milleventi di Prato.
Non si tratta di mitizzare un periodo, ma è innegabile che la Firenze del rock, ma anche del nightclubbing, del teatro di ricerca, della moda e delle arti visive sia stata in quegli anni la capitale italiana della creatività. Era l’ora che quel movimento che smosse e caratterizzò le culture giovanili della città del Cupolone fosse ricordato come merita. Anche perché Firenze in quel suo periodo magico, pur rimanendo la splendida città d’arte che tutti conosciamo, negli anni ‘80 dettava gli stili e i trend della cultura giovanile nazionale e internazionale.
A dire il vero, già in passato, azzeccate trasmissioni televisive come “Casinò Flores” avevano tracciato un riuscito e puntuale reportage su quel periodo, mancava invece un tributo cinematografico agli anni ‘80 fiorentini. Ora c’è ed è una cosa buona, anzi ottima. L’ostinata e immaginifica narrazione rock di Bruno Casini ha trovato un’ottima spalla in Stefano Pistolini, che ha condiviso il progetto e messo del suo in questa sintesi sul grande schermo che, grazie anche al buon montaggio di Mattia Levi, torna ad aprire lo scrigno della nostalgia e documenta un periodo che ha tutti i requisiti e rivendica da tempo di essere storicizzato. Di sicuro la narrazione di “Uscivamo molto la notte” poteva essere un po’ più articolata e allargarsi a più realtà artistiche del periodo, ma è comunque interessante il racconto che parte dall’oggi, dalla giovane punk rock band degli , per dipanarsi poi attraverso le testimonianze di vari protagonisti della scena fiorentina di quegli anni. Il testimone del racconto passa da Piero Pelù all’attore e regista teatrale Sandro Lombardi, Da Federico Fiumani dei Diaframma a Ghigo Renzulli dei Litfiba, dal regista teatrale Federico Tiezzi (Magazzini Criminali) a Nicola Vannini di Audioglobe, dalla stilista Loretta Mugnai a Bettina Ciampolini, da Eleonora Botticelli a Marcello Michelotti dei Neon, Da Giampiero Bigazzi della Materiali Sonori ad Asso Dj e a diversi altri. Tanti protagonisti di quel periodo, ma non tutti quelli che hanno animato in qualche modo quella scena in effervescente ebollizione che meriterebbe altri approfondimenti. Vanno comunque fatti i complimenti a Casini e Pistolini perché “Uscivamo molto la notte” è davvero un tassello importante e necessario, una breccia aperta nello spazio tempo per tornare a parlare, a ricordare, ma anche a rinnovare idealmente e non la lezione creativa di una Firenze che si trovava a meraviglia come attiva protagonista di una generazione che usciva spesso la notte e la illuminava di nuova creatività.

Voto 7½ 

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