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  26/09/2018 - 06:27

 

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Il mito di Darkwood
La foresta sotto la protezione di Zagor
L'universo dello spirito con la scure

 




                     di Moreno Burattini


Zagor, lo Spirito con la Scure
Cico, il miglior amico di Zagor
Il mito di Darkwood
Za-Gor-Te-Nay e gli indiani
Hellingen, il nemico numero uno di Zagor
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Il club di Zagor


La foresta di Darkwood, il regno di Zagor, è collocata in un luogo ben preciso: il nord-est degli Stati Uniti; ed è nota anche l'epoca storica in cui si svolgono le avventure dello Spirito con la Scure: la prima metà dell'Ottocento. Tuttavia Darkwood è, contemporaneamente, una località immaginaria fuori dal tempo e dallo spazio, dove tutto o quasi può succedere. Così, anziché distese di conifere, a Darkwood ci sono liane e paludi come se ci trovassimo in Florida. Così, nella medesima foresta possono convivere tribù di indiani diversissime fra loro, e possono trovare posto decine di forti militari. A Darkwood atterrano i dischi volanti, i terremoti fanno uscire dal sottosuolo mostri a tre teste e in una valle nascosta abitano ancora dei cavernicoli. Ci sono fiumi navigabili percorsi da battelli a ruota come quelli del Mississippi, e torrenti così impetuosi da non poter essere discesi neppure in canoa; ci sono deserti aridissimi e montagne innevate, praterie sterminate e boscaglie inesplorate. Darkwood è un po' come Fantàsia, il regno incantato creato da Michel Ende ne "La Storia Infinita": una terra modellata dal sogno e dallo spirito dell'avventura. Oppure come il mondo di Conan, creato da Robert Ervin Howard, l'ideatore di Conan, che nel 1932 immaginò la cosiddetta Era Hyboriana, e la collocò circa dodicimila anni fa, tra la fine di Atlantide e l'inizio della storia conosciuta, studiando una complessa geografia di luoghi fantastici da far percorrere in lungo e in largo alla sua creatura. Nel 1961, qualcosa del genere accadde anche per Zagor. Il piccolo universo dello Spirito con la Scure non appare così trascendente il reale come il mondo di Conan, ma similmente a quello si caratterizza come un microcosmo con leggi a sè stanti, meccanismi da rispettare, luoghi dove tutto può accadere. Mentre però l'Era Hyboriana è collocata in un limbo irraggiungibile, il mondo di Zagor si sovrappone continuamente alla Storia. Mescola le carte, provoca corti circuiti, interseca i piani, sposta continuamente i confini fra realtà e fantasia. Il mondo incantato di Zagor è una foresta immaginaria, chiamata con l'evocativo nome di Darkwood, al confine fra la Pennsylvania, la Virginia e l'Ohio. Ma una così precisa collocazione geografica è poco più che un pretesto. Darkwood, infatti, come la Fantàsia di Michael Ende, è un luogo irreale dove niente è impossibile, dove i paesaggi si trasformano e sono tutti rappresentati, dove le creature più incredibili e i personaggi più singolari hanno piena e legittima cittadinanza. A Darkwood ci sono grandi fiumi percorsi da battelli a ruota come quelli del Mississippi, ma anche torrenti così impetuosi da non poter essere discesi neppure in canoa; c'è il deserto, e c'è la palude che non ha niente da invidiare ai pantani della Florida; ci sono le montagne e c'è la prateria. E' molto interessante la risposta che Sergio Bonelli fornisce a chi gli fa notare queste apparenti incongruenze: "Darkwood è situata nel mondo della fantasia, e non in quello della realtà. Zagor, per saltare da un albero all'altro, ha bisogno di liane e nei veri boschi del Nordest americano di liane non ce n'è neppure l'ombra. Così, ho cucito addosso al mio personaggio fantastico un ambiente altrettanto fantastico. Gli esploratori del mondo dell'avventura avrebbero non pochi problemi nel tracciare mappe precise. Prendiamo, per esempio, l'Uomo Mascherato. La Caverna del Teschio, dive abitualmente risiede, si trova nella foresta dei pigmei Bandar, nel Bengala. Secondo gli atlanti geografici, il Bengala è in India. Ma oltre a tigri e raja, l'Uomo Mascherato incontra leoni, tribù negre e beduini. Allora, India o Africa? E' chiaro che il Bengala dell'Uomo Mascherato si può trovare solo sull' Atlante della Fantasia. Per un altro magico fumetto degli Anni Trenta Flash Gordon, Alex Raymond inventò addirittura un pianeta, Mongo. Per il suo coraggioso eroe, Raymond mise su Mongo il regno delle foreste, regni volanti, regni di ghiaccio e regni sottomarini: tutto un campionario di paesaggi avventurosi. Insomma, perché limitarsi a creare un personaggio quando si può creare un universo? Darkwood è stata una felice intuizione - prosegue Bonelli - dal momento che volevo realizzare storie fantasiose mi sembrò giusto inventare un mondo fantastico e irreale, un po' come per Conan. Trovo che sia molto importante per uno sceneggiatore avere un mondo immaginario nel quale sbizzarrirsi, senza dovere ogni volta spiegare come mai, per esempio, una volta il personaggio è in Florida e due giorni dopo è già in Canada. Così ho pensato a Darkwood".

Voto 7 

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