partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


Musica e Fumetto
Una relazione pericolosa
Gatto Silvestro e Titti
60 anni fa si incontrarono per la prima volta
Igort
5 è il numero perfetto
Magnus
Lo sconosciuto
Wolverine
Un mutante chiamato Logan
Camilleri in Cd-rom
Il ladro di merendine
Riccardo Mannelli: una polaroid a china
Disegni, torte, cozze e cattive acque
Gli Esuberati
Di Daniel Pennac e Jacques Tardi
Il mito di Darkwood
La foresta sotto la protezione di Zagor
Cowboy BeBop
I cartoons di MTV

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  23/02/2020 - 02:27

 

  home>strips > cult

Scanner - strips
 


Riccardo Mannelli: una polaroid a china
Disegni, torte, cozze e cattive acque
Una pesca miracolosa nel caos di uno studio dopo l'incendio

 




                     di Fabio Norcini


Sulla tolda di una barca, se tale si può chiamare uno scassatissimo natante che regge l'acqua per miracolo, in mezzo a una folla cenciosa e derelitta, svetta una segaligna figura di uomo che tiene in miracoloso equilibrio su una mano una torta di tipo nuziale. Siamo in un disegno di Mannelli, una sua "polaroid a china" che racconta sì desolazione e miseria, ma trasuda poesia ad ogni segno. "L'incredibile - ricorda l'artista - è che questo signore rimase pressoché immobile per tutta la lunga traversata fino a Managua. Lascio immaginare in che stato arrivò la torta". A parer mio questa tavola riflette tutto Mannelli: un Fitzcarraldo del disegno, argonauta dell'immagine, conscio della fragilità ma anche della forza del suo dono, degli equilibrismi funambolici che comporta, della precarietà della picciol barca sulla quale viaggia su acque infestate di squali. Esponendo a tutti i rischi la propria opera, hidalgo consapevole, però, che una volta arrivata a destinazione potrà dare la gioia del regalo. Infatti, essendo il lago che i suoi disegni devono attraversare quello della carta stampata, la situazione è più infida che sul Nicaragua: altro che squali! Le censure, le asinerie dei giornalisti, le incomprensioni grafiche, le vessazioni tipografiche sono sempre in agguato e bisogna essere ottimisti per pensare che la torta non arrivi avariata. Perciò ammirare dal vivo gli originali di questo strepitoso artista è un'esperienza, specie se li si è già visti pubblicati. In questo senso la mostra del Puccini, anche per ragioni di spazio, non pretende di essere una retrospettiva né un'antologica e tantomeno una personale a tema. Nasce da una pesca miracolosa nel caos di uno studio dopo una sciagura (nella fattispecie incendio) che ha avuto il merito di far riemergere dai cassetti di tutto. Imponendo scelte dolorose, tra capolavori rovinati, tavole troppo personali o semplicemente troppo troppo, per favorire facili scappatoie razionalistiche. Si è preferito quindi rendere giustizia alle multiformi strade nella quali si esplica il demone mannelliano, con prelievi nelle pieghe più profonde e significative. Ampio spazio, dunque, ai reportage: Istanbul, ma anche Russia del golpe Yelsin (Vita moscovita), la Bosnia, il Cile. Poi la serie dei Salotto Novecento, postmoderni trastulli e torture e le diete di banane, modelle e antropofagie varie di La moda ci mangiò per arrivare alla pittura-pittura di Castruccio Castracani 5 fino alle estreme sperimentazioni di Stanze di guerra (con plotter che hanno per titolo Il pensiero grasso, La ragione nana, Santa Madre Patria ). Una suite quasi sinfonica dell'universo figurativo di un genio, spesso imitato ma che nessuno sa (può) raggiungere nei suoi vertiginosi abissi e vette. Mannelli annette all'arte un'unica possibilità: quella dell'espressione. Per lui, come per Georg Christoph Lichtenberg "la più divertente superficie del mondo è quella della faccia degli uomini". Divertente ma, nello stesso tempo atroce; specie quando si allontana dall'animale d'ombra. Insomma tutto ciò è Eccetto me e la mia scimmia, compreso l'impietoso affondare nelle zone oscure, in quell'art core che spesso gli è costato l'appellativo di pornografo. Certo che talune figurazioni, più che esplicite, potranno turbare. Ma sono tutt'altro che pruriginose. Rappresentano semplicemente una società corrotta e arrogante, buona solo a rinnovare la capacità di peggiorarsi e deformarsi. La cattiveria nella denuncia di un paese masochista, televisionaro e caciarone, di eterni coglioni ma furbetti (Italiani brava gente) è controbilanciata dalla dolcezza dei suoi nudi, individui e individuesse: queste ultime anche incinte, quasi astucci di nuove esistenze. Tutti chiusi nel silenzio del corpo. A tal proposito lasciamo a lui la pagina. "L'unica oscenità che riconosco come tale è la menzogna. E l'unica cosa che non ho mai fatto in vita mia è disegnare menzogne. Non mi è proprio possibile: sono una cozza. Se il mare è pulito sono squisito, altrimenti ti becchi la salmonella. E sarà difficile cambiare il corso delle cose finché ci saranno legioni di imbecilli che se la prendono con le cozze invece di smettere di smerdare il mare".

Voto 8 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner