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  23/02/2020 - 02:57

 

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Gli Esuberati
Di Daniel Pennac e Jacques Tardi
Un fumetto dedicato a tutti quelli che si ritrovano a spasso

 




                     di Paolo Boschi


Gli esuberati (di Pennac-Tardi)
La passione secondo Thérèse
Signori bambini
Ecco la storia


Se la prosa ironica e pungente di Daniel Pennac incrocia i disegni vividi e grotteschi di Jacques Tardi, può succedere che dalla strana coppia nasca un albo a fumetti atipico quanto imperdibile, un volume dedicato "ai licenziati, ai silurati, agli espulsi, ai flessibilizzati, ai ristrutturati, ai fusionati, ai globalizzati, agli esuberati, insomma, a tutti quelli che si ritrovano a spasso". Perché Gli Esuberati, come spesso capita nella narrativa di Pennac, non trascura di affrontare, sull'impianto di un avvincente giallo en bandes dessinées, tematiche sociali di drammatica attualità, nel dettaglio la disoccupazione e la serie di problemi ad essa correlati. Per certi versi questo volume, per il quale Tardi ha abbandonato le usuali strisce in bianco e nero per illustrare una Parigi a tratti squallida e desolante ma sempre coloratissima, ben corrisponde alla narrativa di Pennac, solitamente ambientata nel quartiere popolare, stravagante e multietnico di Belleville, sfondo per la serie dedicata al capro espiatorio Benjamin Malaussène e variopinta famiglia (da Il paradiso degli orchi fino al recente La passione secondo Thérèse), come pure al romanzo Signori bambini. Ideale punto d'incontro dello scrittore e del fumettista è un altro luogo urbano canonicamente vario e colorato, come il Jardin de Plantes, lo zoo parigino dove esercita la veterinaria Lili con un Capitano di lungo safari (che legge sovente i Miserabili) ed in cui finiscono le indagini dell'ispettore Justin, che peraltro è il fidanzato di Lili. L'evento che catalizza il fattore giallesco del fumetto è la presenza di uno sconosciuto, un apparente e taciturno homeless da disoccupazione, che si autorinchiude in una gabbia catalizzando l'interesse dei vampireschi mass media e di tutta Parigi sul suo dramma personale. Che le cose siano più complicate di quanto sembri lo si scopre quando l'emarginato di cui sopra, sedicente homo labore carens europeus, viene ritrovato cadavere nella gabbia: si tratta di suicidio o di omicidio? Tenterà di dare una soluzione (molto interessata) al mistero l'ispettore Justin: ma a chiudere la storia sarà la tigre Georges con un'atipica amministrazione di giustizia sociale. Gli Esuberati conferma l'eclettismo di Pennac, romanziere affermato, insegnante e saggista (Come un romanzo): lo scrittore transalpino ha architettato una storia a fumetti stringente ed originale, ricca di colpi di scena, animata da dialoghi diretti ed espliciti, divertenti ma capaci al tempo stesso di fornire ottimi spunti di riflessione.

D. Pennac - J. Tardi, Gli Esuberati, Milano, Feltrinelli, 2000; pp. 80

Voto 8 

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