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Premi UBU 2007
Gli Oscar del Teatro italiano
Cerimonia del Trentennale
Al Piccolo Teatro Studio di Milano, lunedì 21 gennaio ore 18.30

 




                     di Tommaso Chimenti


Il prestigioso Premio Ubu, (gli Oscar del Teatro italiano) ha compiuto trenta anni. E a Milano, al Teatro Studio, c'era anche molta Toscana a festeggiare, ed a essere festeggiata, dall'occasione.

Marco Rossi, da quindici anni al Piccolo di Milano, ma dall'accento inconfondibilmente fiorentino, ha vinto per la "Migliore scenografia" per "Inventato di sana pianta" di Luca Ronconi (dal 2 al 6 aprile 2008 al Metastasio).

Attenzione anche al lavoro di Stefano Massini che bissa, dopo "La Gabbia" del '07, un altro terzo posto, con 12 voti, all'interno della graduatoria del "Miglior nuovo testo italiano" con "L'odore assordante del bianco", produzione Met.

Invece trionfa, ed era giustamente emozionato Michele Andrei splendido protagonista, assieme alla compagna Nicole Kehrberger (incomprensibilmente non presa in esame per la categoria di "Migliore attrice"), in "Studio su Medea" per la regia di Antonio Latella, premiato con il premio dei premi cioè con il "Miglior spettacolo dell'anno".

Andrei, viola doc (lo ricordiamo anche alla regia del piccolo capolavoro nostrano "Riso Olimpico") in scena rimane nudo per oltre tre ore, come gli altri attori in scena ("Studio su Medea" è andata in scena allo Studio scandiccese a gennaio '07), è un Giasone intimidito da una Medea energica che fa e disfa, costruisce e spezza un letto smontabile di ferro.

Perchè, come ha spiegato lo stesso Latella sul palco, "abbiamo dimostrato che è possibile fare teatro senza scene e costumi". Bastano le idee. Se uno le ha buone.

Trenta candeline come il bellissimo, ed utile per addetti ai lavori e non, volume "Patalogo 30" che raccoglie, con moltissime fotografie, (edito dalla Ubu Libri, 400 pagine, 59 euro) recensioni ed impressioni di quest'anno teatrale appena trascorso.

Si percepiva nell'aria l'elettricità e l'importanza di quest'anniversario così atteso da tutte le componenti del mondo teatrale: attori, registi, critica.

Ed infatti la cerimonia non ha disatteso le aspettative con un grande mattatore come presentatore, l'attore e regista dinoccolato partenopeo Arturo Cirillo ("Le intellettuali", "Le 5 rose di Jennifer", "Don fausto") introdotto dall'ideatore del Premio e critico Franco Quadri.

Serata speciale perchè i voti dei cinquanta giurati provenienti da tutta Italia, hanno segnato un diverso sentire verso il palco e la scena privilegiando non gli Stabili, non gli attori di fama conclamata ma riuscendo a scovare bellezze e peculiarità in ambiti che finora non erano stati adeguatamente premiati.

Ed infatti, su questo filone, sono stati osannati Saverio La Ruina de "La scena verticale" di Castrovillari con la sua "Dissonorata" (che andò in scena la stagione scorsa a Scandicci) che ha portato a casa la scultura di Luzzati come "Miglior nuovo testo italiano" e "Miglior attore", lui che in scena è en travestì.

Grande commozione per il Teatro delle Albe di Ravenna che hanno fatto letteralmente incetta di "cubi magici" con ben quattro affermazioni con il loro splendido "Sterminio" da Schwab (che sarà a Castiglioncello a fine febbraio 2008): per loro un "Premio Speciale" per le luci, il "Nuovo testo straniero", la "Migliore attrice" con Ermanna Montanari e la "Miglior regia" con Martinelli.

Come "Miglior attore non protagonista" è stato premiato Elio De Capitani per la sua performance in "Angels in America" (al Fabbricone dal 13 al 18 maggio 2008), il riconoscimento per il "Miglior spettacolo straniero in Italia" è andato al lituano Nekrosius per il suo "Faust" (la scorsa stagione al Metastasio e quest'anno con il nuovo "Anna Karenina" al Teatro dei Rozzi di Siena a febbraio), "Migliore attrice non protagonista" a Monica Piseddu per la sua interpretazione transessuale ne "Le 5 rose di Jennifer" di Ruccello per la regia di Cirillo (nel dicembre passato sul palco pistoiese del Bolognini). Molti spettacoli tra quelli premiati già passati dai nostri palcoscenici, mentre altri si apprestano a farlo nei prossimi mesi.

Un plauso anche per le programmazioni e le organizzazioni dei teatri toscani. Su tutti la lungimiranza e l'attenzione per la ricerca teatrale dello Stabile Metastasio e dello Studio cauterucciano.

Voto 7 

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