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AGO
Modena Fabbriche Culturali
Dal 4 febbraio 2021 una nuova cosmologia digitale
Lezioni e conversazioni, laboratori, installazioni artistiche, spettacoli, prototipi sperimentali per indagare la connessione nel tempo, nella realtà, tra le persone, tra i sensi

 




                     di Giovanni Ballerini


L'ex Ospedale Sant'Agostino di Modena dà spazio e identità a un progetto connettivo e collettivo in cui le barriere tra sapere scientifico e sapere umanistico si dissolvono. Si chiama AGO Modena Fabbriche Culturali e si connota come un innovativo hub dove si connettono cultura digitale e cultura umanistica.
AGO, che ha sede nel cuore di Modena, nel centro storico della città, promuove la riqualificazione di un'ampia area (oltre 40.000 mq.), mettendo a sistema il complesso costituito dall'ex Ospedale Sant'Agostino, dal Palazzo dei Musei di Modena, dall'ex Ospedale Estense. Partner del progetto sono Fondazione di Modena, Comune di Modena, Università di Modena e Reggio Emilia, MIBACT con le Gallerie Estensi.
Nel suo anno zero, AGO fa il punto nel corso del 2021 sui quattro pilastri di una nuova cosmologia digitale, con altrettante stagioni di eventi in cui tema portante è quello della connessione - nel tempo, nella realtà, tra le persone, tra i sensi - indagato attraverso lezioni e conversazioni, laboratori, installazioni artistiche, spettacoli, prototipi sperimentali.
La prima stagione del programma di Ago, al via giovedì 4 febbraio 2021 è dedicata come dicevamo, al futuro del patrimonio culturale garantito dalle piattaforme digitali, ai loro usi e alle potenzialità di elaborazione culturale e artistica che esse possiedono.
Per la stagione primaverile, al via il 15 aprile 2021, la parola chiave è i quanti. E quindi si approfondisce la natura stessa della realtà digitale: leggera, punteggiata, in continuo divenire, caratterizzata da un legame tra le sue unità costitutive simile a quello che i fisici identificano tra i quanti. Agli impatti sociali, politici e antropologici dell'epoca onlife Ago dedica la sua stagione di attività estive; a partire dal 28 maggio si indaga come non solo la nostra esperienza sociale sia divenuta anche social, non solo la nostra vita relazionale sia divenuta anche connessa, ma la nostra stessa coscienza e addirittura il rapporto con il nostro corpo risultino scossi dalle fondamenta da una rivoluzione tecnologica che trasforma il modo in cui ci formiamo le nostre opinioni e ridefinisce i confini della presenza e dell'assenza.
La stagione autunnale, dal 17 settembre 2021, in concomitanza con il Festivalfilosofia, si focalizza invece sul connubio originario tra gioco e digitale e sulla nuova combinazione tra i sensi (touch, screen, scrittura, auricolari), che consente ai tool digitali una radicale gamificazione del mondo.
Accanto al coinvolgimento dei partner culturali del territorio, come gli istituti culturali comunali, il Centro Centro DhMore e FEM, il progetto Ago ha stretto collaborazioni su progetti qualificanti anche con attori particolarmente qualificati, come l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la Fondazione Nazionale della Danza (con un progetto site specific), la Fondazione Collegio San Carlo di Modena e il DIG Festival. Ma, partiamo dall’inizio. Il programma 2021 prende il via con una riflessione sulla transizione dei libri dalla pagina allo schermo (e viceversa): giovedì 4 febbraio alle 18 la lezione live streaming di Jeffrey Schnapp . L’esperto di umanesimo digitale e professore dell'Università di Harvard ricostruisce il lungo percorso dal codex all'e-book per evidenziare i cambiamenti tecnologici, le pratiche estetiche e i mutamenti nella comunicazione della ricerca connessi all'avvento del libro elettronico. L'antichissima ambizione di raccogliere tutti i libri del mondo in un'unica biblioteca è al centro del secondo appuntamento, la lezione dello storico statunitense Robert Darnton venerdì 5 febbraio alle 18: la biblioteca d'Alessandria. Il membro del comitato direttivo della Digital Public Library of America, racconta la storia di questo sogno e la declina nell'epoca digitale delle biblioteche virtuali. Maurizio Ferraris, sabato 6 febbraio alle 18, affronta le questioni che pone il tema della documedialità: virtuale ma nondimeno reale, la dimensione digitale cambia il significato di categorie fondamentali come il materiale e l'immateriale. Mercoledì 10 febbraio alle ore 18 dibattito in streaming tra Filippo Domaneschi, direttore del Laboratory of Language and Cognition di Genova e la sociolinguista Vera Gheno per affrontare il tema di come osservare la memoria nel suo stato nascente. La conversazione, a cura di FEM Future Education Modena costituisce l'occasione per una valutazione teorica su queste potenzialità della linguistica cognitiva e per fare il punto su alcuni dei progetti di questo Centro di innovazione educativa.
Una riflessione sul futuro dei musei e sulle nuove pratiche di fruizione tra digitale e pandemia è affidata a un dibattito a tre voci nel quale la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli, il designer Riccardo Falcinelli, lo storico dell'arte Gianfranco Maraniello (per cinque anni direttore del MART di Rovereto) si interrogano sui nuovi rapporti tra artisti, pubblico e opere. Con loro giovedì 11 febbraio alle 18 si ripensa il ruolo del museo alla luce dei nuovi linguaggi digitali e relazionali.
Lo storico Adriano Prosperi venerdì 12 febbraio alle 18 si interroga sul valore delle cronache nella costruzione dell'identità e della storia di una società; la loro conversazione. Sabato 20 febbraio un dibattito curato dall'Archivio storico del Comune di Modena fa il punto sull'attualità dei lavori Giordano Bertuzzi per la ricerca urbanistica su Modena.
Il 4 febbraio 2021 si inaugura anche Lodovico, la biblioteca digitale di Ago (www.lodovico.medialibrary.it). Sviluppata dal Centro interdipartimentale per le Digital Humanities dell'Università di Modena e Reggio Emilia, è un'unica banca dati interoperabile che potrà riunire collezioni e fondi documentari e fotografici afferenti a diversi istituti, del territorio e non solo. La piattaforma debutta con il primo release di un'opera digitalizzata in sei volumi dal centro DHMoRe: si tratta della "Cronaca di Modena" di Giovan Battista Spaccini, conservato oggi presso l'Archivio storico comunale di Modena, una raccolta di vicende insieme storiche e pittoresche che narrano la città dal 1588 al 1636. Intervenendo direttamente sui testi tratti dalla Cronaca di Modena di Giovan Battista Spaccini (e sottolineandone un significato per così dire generale) il duo d'artisti napoletano Afterall propone un'installazione all'interno dell'antica farmacia dell'ex Ospedale dal 4 febbraio all'8 marzo: Enzo e Silvia Esposito mettono in atto un'azione di ricopiatura che porta il manoscritto su cartacarbone a rivivere nel presente e gli artisti diventano attori e custodi di una nuova memoria. Una discrepanza temporale accentuata dall'intuizione di filmare l'intera performance con telecamere a circuito chiuso, necessità artistica e contingente data l'impossibilità di una fruizione diretta dell'opera da parte del pubblico. In-visibile dal vivo, ma accessibile sul web, l'installazione incorporerà azioni in diretta ogni giovedì (orari da confermare), riproducendo anche nella dimensione online l'alternanza tra presenza e assenza, istante e memoria, che ne costituisce l'intuizione artistica originaria. Venerdì 5 marzo alle 18 i due artisti fanno un bilancio del lavoro in corso (con Lorenzo Respi).

E' possibile seguire gli appuntamenti di AGO in diretta sulla pagina Facebook AGO Modena Fabbriche Culturali e sul sito www.agomodena.it

Voto 8 

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