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  07/12/2021 - 05:00

 

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Compagnia Verdastro Della Monica
Progetto Satyricon 2010
Presentazione dei due nuovi capitoli: “Satyricon 2000 - tra scuola e bordello” e ”Quartilla” , scritti rispettivamente da Marco Palladini e Letizia Russo
In scena il 2 giugno alle 21,30 e il 3 giugno 2010 alle 23,15 alla Città del Teatro di Cascina per il Metamorfosi Festival 2010

 




                     di Giovanni Ballerini


Progetto Satyricon : i cinque Capitoli al Piccolo, Milano, 2012
Progetto Satyricon : i cinque Capitoli al Vascello, Roma, 2012
Progetto Satyricon : recensione La cena del nulla, 2011
Progetto Satyricon : presentazione La cena del nulla, 2011
Progetto Satyricon : recensione Nell’anno di grazia post naufragium, 2010
Progetto Satyricon : recensione tra scuola e bordello e Quartilla, 2010
Progetto Satyricon : presentazione tra scuola e bordello e Quartilla, 2010
Compagnia Progetto Satyricon : La pinacoteca di Eumolpo, 2009
Progetto Satyricon : Materiali per un Satyricon Contemporaneo, 2009
Progetto Satyricon : La pinacoteca teatrale (1999-2009, 2010)
Scanner intervista Massimo Verdastro, 2010


Chapeau alla Compagnia Verdastro Della Monica che in tempi di crisi (a quanto pare non di idee, ma solo per chi si impegna davvero) presenta al Metamorfosi Festival 2010 i due nuovi capitoli del Progetto Satyricon: “Satyricon 2000 - tra scuola e bordello” e ”Quartilla”  (scritti rispettivamente da Marco Palladini e Letizia Russo), in scena il 2 giugno alle 21,30 e il 3 giugno 2010 alle 23,15, alla Città del Teatro di Cascina. Dimostrando ad un sonnolento panorama teatrale (anche critico) che si può fare. Non è un caso se usiamo il “We can” obamiano per stigmatizzare l’impegno esemplare di un progetto, coordinato drammaturgicamente da Massimo Verdastro e Luca Scarlini, che salta gli steccati per consentire un’indagine a più voci sulla contemporaneità.

Il Satyricon di Petronio Arbitro, pur pervenutoci in uno stato frammentario e lacunoso, ci comunica l’ansia e  la  sregolatezza di un epoca per molti aspetti affine alla nostra. Intorno all’asse centrale delle peripezie dei tre giovani e un po’ balordi protagonisti, si innestano, con un imprevedibile gioco di incastri, situazioni e digressioni  che trascinano il lettore in un viaggio favoloso e inquietante attraverso gli eterni appetiti dell’uomo:  brulicanti lupanari, sensuali e sinistri festini, mostruose cupidigie di un mondo pre-cristiano gettano bagliori anticipatori su quello post-cristiano. 

I temi e gli episodi del  grande romanzo della latinità, così come il suo impasto di stili e di lingue, costituiscono la piattaforma di un progetto/processo di indagine sulla contemporaneità che mette in campo, in primo luogo, modalità procedurali di assoluta rarità nel panorama teatrale italiano.

In alternativa   ai solitari tête à tête tra regista e testo, Massimo Verdastro ha coinvolto in una singolare riscrittura  che procede per singoli e selezionati episodi, alcuni tra i maggiori drammaturghi italiani. Un’ operazione che ha  consentito di mettere a confronto con l’Ur-testo del Satyricon  più voci, più sensibilità, più stili di scrittura e da cui sono scaturite otto drammaturgie inedite, denominate Capitoli, che vanno così a costituire un Satyricon Contemporaneo che conserva, rigenerandola, la polifonia dell’originale. Permettendo inoltre di  creare una relazione viva, incentrata sul confronto e sulle necessità concrete della pratica scenica,  tra coloro che scrivono per il  teatro - gli autori – e coloro che il teatro lo praticano costantemente, in prima persona.

Dopo la messinscena del capitolo “La pinacoteca di Eumolpo” su drammaturgia di Antonio Tarantino con il prologo “La guardiana”, scritto da Luca Scarlini, presentati all’edizione 2009 del Festival Fabbrica Europa di Firenze, le scritture di Palladini e Russo affrontano gli episodi iniziali del grande romanzo: La scuola di retorica e la Sacerdotessa del dio Priapo, Quartilla. E già affilano le penne Magdalena Barile, Stefano Massini, Andrea Balzola, Lina Prosa chiamati a far rivivere teatralmente gli episodi del Lupo Mannaro, della Cena di Trimalcione, della nave di Lica e Trifena e del naufragio finale sulla spiaggia di Crotone. 

Altre tappe dunque, che si prestano a mettere in rete realtà produttive molteplici e di diversa entità, con una potenzialità di effettiva valorizzazione della drammaturgia italiana contemporanea che ad oggi non sembra essere stata adeguatamente recepita, poiché non è ancora dato sapere con quale scansione e supporti economici il Progetto Satyricon potrà continuare la sua avventura teatrale e se mai potrà avere l’occasione di approdare ad uno spettacolo/evento che inanelli tutte e otto le drammaturgie.

Va peraltro sottolineato che il circuito virtuoso di collaborazioni messo in campo con questo progetto dalla Compagnia Verdastro Della Monica non si limita ai contributi autoriali. Assolutamente estraneo alle tentazioni di un teatro di testo tout court, il Progetto Satyricon si avvale di un gruppo di lavoro interdisciplinare e di un procedimento di scrittura scenica trasversale a linguaggi, materiali e tecnologie.

Fondamentale in questo percorso, l’immaginario visionario della scenografa e costumista Stefania Battaglia che ha creato le suggestioni e le ambientazioni ideali per incastonare nello spazio e far librare le narrazioni con riferimenti alle arti visive, alle tribù giovanili contemporanee, alla latinità, alla Roma borgatara e periferica di pasoliniana memoria. Il tutto senza costringere la narrazione, ma allargandone le prospettive, abbracciando i testi e la recitazione, in sintonia con la regia di Verdastro, per una prospettiva unitaria a cui hanno collaborato attivamente anche la drammaturgia musicale di Francesca della Monica, quella motoria, coreografica e gestuale di Charlotte Delaporte.

Protagonisti sul palco di questa sorprendente alchimia delle arti sceniche un folto gruppo di attori davvero reattivo (Tamara Balducci, Francesco Bonomo, Marco De Gaudio, Giovanni Dispenza, Daniel Dwerryhouse, Valentina Grasso, Andrea Macaluso, Giusy Merli e Giuseppe Sangiorgi), che con passione, hanno prima recepito l’attualità del romanzo antico e dopo incarnato le diverse materie verbali degli autori, affinandosi attraverso un percorso in più tappe laboratoriali, curato con rigore e intelligenza da Verdastro.

Voto 9 

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