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  07/12/2021 - 03:00

 

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Compagnia Verdastro Della Monica
La Pinacoteca di Eumolpo
Dal Satyricon di Petronio Arbitro, testo di Antonio Tarantino, regia di Massimo Verdastro, partitura vocale e musiche Francesca Della Monica, allestimento scenico e costumi Stefania Battaglia, collaborazione ai movimenti di scena Charlotte Delaporte, performance live del pittore Silvio Benedetto. In scena Anna Coppola, Giuseppe Sangiorgi, Massimo Verdastro, Francesca Della Monica, Michele Barbieri, Daniele Bartolini, Danilo Di Maio, Valentina Grasso, Daniela Macaluso, Giusi Merli, Vittoria Pirrone, Rocco Schira
Primo capitolo del Progetto Satyricon 6, 7, 8 maggio 2009 debutto assoluto al Festival Fabbrica Europa, ex Stazione Leopolda di Firenze. Produzione Compagnia Verdastro Della Monica, in collaborazione con Associazione per l'arte/Alcamo, Officina Giovani/Prato, Fondazione Pontedera Teatro

 




                     di Giovanni Ballerini


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Progetto Satyricon : La pinacoteca teatrale (1999-2009, 2010)
Scanner intervista Massimo Verdastro, 2010


E’ una di quelle produzioni che fanno bene al teatro perché, soprattutto in tempi di ristrettezze economiche, la tentazione di un teatro di testo tout court è ritenuta da molti un’irresistibile trend e quindi sposata senza esitazioni. “La Pinacoteca di Eumolpo” va invece oltre dimostrando che un teatro visto come sintesi ed esaltazione delle arti è ancora un’effettiva (e irrinunciabile) esigenza espressiva contemporanea. Il lavoro, che la compagnia fiorentina Verdastro Della Monica ha proposto in prima assoluta il 6 maggio 2009 a Fabbrica Europa (repliche 7 e 8 maggio alle 19), pur essendo il primo studio del primo capitolo di un progetto più ampio dedicato a una rilettura articolata del Satyricon, ha già colpito nel centro. Dimostrando la bontà dell’idea di Massimo Verdastro di affidare a cinque autori tra i più significativi del panorama della drammaturgia italiana (Antonio Tarantino, Marco Palladini, Lina Prosa, Letizia Russo e Luca Scarlini) la riscrittura teatrale di cinque episodi del romanzo di Petronio Arbitro, senza per questo farsi strangolare dalla drammaturgia, dalla schiavitù del testo. Se infatti questo primo tassello curato, con una scrittura fiammante dal pittore-drammaturgo torinese Antonio Tarantino ha le potenzialità per colpire l’immaginario collettivo è perché lo spettacolo diretto e interpretato da Verdastro è nato come espressione di più sensibilità che hanno ben lavorato, ognuna nel proprio ambito e collettivamente, nell’arricchire di sensazioni, di colori e visioni questa prima puntata di un mosaico in formazione che evolverà in tempi futuri e in luoghi diversi, come le molteplici tappe del viaggio dei protagonisti del Satyricon. Stiamo parlando del visionario allestimento scenico di Stefania Battaglia, che con grandi quadri animati e la gestione dinamica dello spazio ha reso l’ambiente della pinacoteca palpabile e condivisibile anche per uno sguardo contemporaneo, ma anche del lavoro della danzatrice Charlotte Delaporte che in sintonia con Verdastro ha ben coreografato i movimenti scenici di una decina di attori in scena. Azzeccati i costumi (anche questi realizzati da Stefania Battaglia) che strizzano l’occhio agli anni Sessanta e alla Grecia Classica, spesso sovrapponendo le due tracce stilistiche in un ibrido dal sapore di saga spaziale, di letteratura cyberpunk. Fondamentale l’estro con cui Francesca Della Monica ha fissato la partitura vocale – musicale e calcato la scena, come la magia performativa del pittore Silvio Benedetto, che nel corso della piece realizza (creando una sorta di smarcamento spazio temporale, quasi cinematografica) un grande quadro in tempo reale. Tutti particolari di questa produzione sono stati insomma curati brillantemente dalla compagnia Verdastro Della Monica, che è riuscita a mixare antico a moderno, filosofia e contemporaneità. Magari potevano essere scolpite con più coraggio le architetture di luce e forse ridotto di qualche battuta il testo, ma il risultato è un’opera, che si dipana in maniera coinvolgente sin dall’ingresso di una convincente Criside dalla lunga coda (Anna Coppola) che, mettendo in crisi la rigorosità formale del personaggio che interpreta, introduce, con emotivo entusiasmo, lo spettatore in un mondo rischiarato dall’arte. Il cast si rivela ben assortito anche dal punto di vista dell’espressività e della fisiognomica: non c’è un volto fermo, scontato o plastificato fra i protagonisti (Encolpio - Giuseppe Sangiorgi e Eumolpo - Massimo Verdastro), ma nemmeno nel coro (Michele Barbieri, Daniele Bartolini, Danilo Di Maio, Valentina Grasso, Daniela Macaluso, Giusi Merli, Vittoria Pirrone, Rocco Schira). Da sottolineare la prova di attore di Massimo Verdastro che, con il suo variegato registro espressivo, con l’eleganza e la follia iconoclasta con cui interpreta Eumolpo, riesce a infondere sicurezza e voglia di osare ai giovani attori in scena. Il colloquio fra il poeta-pedagogo e il suo allievo Encolpio gode di doppi sensi e di esplicite provocazioni, mentre il gorgo melanconico e scanzonato degli altri attori, contribuisce a disegnare un ritratto di grande fascino di un’età inquieta. Quando poi, sul finale, la cantante a seno nudo (Francesca Della Monica) invade la scena e, con le sue intense riflessioni vocali, disegna altre prospettive nel tessuto della piece, si ha la conferma che il mondo del Satyricon merita di essere indagato con un occhio contemporaneo. Facendo emergere l’infinita rete di rimandi, di link che si stabiliscono fra una visione terrestre (ma rende meglio l’arcaico “terragna”), materica, della vita e quella tecnologica, digitale dell’esistenza e della creatività.

Voto 8 

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