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  17/12/2018 - 20:40

 

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Cattivik e il fumetto nero
La 'criminale' creazione di Bonvi
Preistoria dell'oscuro antieroe

 




                     di Moreno Burattini


Cattivik e il fumetto nero
Cattivik allo specchio
Cattivik by Silver
Il "nuovo" Cattivik


Alla base di tutto c'era, ovviamente, il boom del fumetto nero iniziato con il Diabolik delle sorelle Giussani, proseguito dal Kriminal e dalla Satanik di Magnus & Bunker e ingigantito dalla proliferazione di testate come Sadik, Zakimort, Demoniak e chi più ne ha più ne metta: una vera e propria inflazione di "kappa" infilati da tutte le parti. Come tutti i fenomeni di costume, anche questo si prestò a far da barsaglio a una nutrita serie di parodie: così, proprio mentre sugli schermi cinematografici giungeva la trasposizione in celluloide di Diabolik per la regia di Mario Bava, al serio si contrapponeva il faceto e veniva immediatamente proposta un'altra pellicola, "Arriva Dorellik" in cui Johnny Dorelli scimmiottava in calzamaglia nera il criminale (e il film non faceva che seguire il successo di una serie di sketch televisivi scritti per Dorelli da Amurri e Jurgens in uno show del sabato sera). Anche nei fumetti i cattivi con la "kappa" cominciarono ben presto a essere oggetto di rifacimenti ilari e dissacranti: nelle avventure di Soldino il Reame di Bancarotta iniziò ad essere teatro delle criminali imprese di Malvagik e Crudelia (chiaramente ispirati a Diabolik ed Eva Kant); su Topolino presero il via le avventure di Paperinik e più tardi di Paperinika; Alfredo Castelli si sbizzarrì con Scheletrino e Diabetik (bersagliando così sia Max Bunker che le sorelle Giussani). Floyd Gottfredson e Benito Jacovitti avevano comunque già precorso i tempi con i loro Macchia Nera e Zagar, umoristici ammantati di scuro.

In questo contesto si va dunque a inserire il diabolico Cattivik, che Bonvi non intende però solo come una divertente parodia degli eroi neri allora in voga. "Volevo fare un personaggio per bambini che fosse 'cattivo' in maniera dichiarata - ha confessato l'autore in una intervista - all'epoca il personaggio più 'cattivo' era il Lupo Pugaciov, il che è tutto dire". Solo apparentemente, infatti, Cattivik non contiene elementi di satira politica e di contestazione al sistema (riscontrabili invece nelle Sturmtruppen, nelle Storie dello Spazio Profondo, nelle Cronache del Dopobomba e altri fumetti realizzati da Bonvicini). A prima vista Cattivik, emarginato e parassita della società, paga sempre il fio delle proprie colpe e i suoi loschi progetti finiscono immancabilmente per fallire: se ne potrebbe dunque trarre la morale che il crimine non paga e il perbenismo sì. "Balle - sostiene Bonvi - Cattivik contesta la Prima della Scala (chi ricorda l'epoca può ben capire cosa significhi), la borghesia, la guerra, il sistema in generale. Molto ingenuamente, se vogliamo, ma era l'unico nella stampa per ragazzi". In effetti le primissime storie del personaggio sembrano piuttosto approssimative e frettolose agli occhi dei più smaliziati lettori di oggi. Ma all'epoca i parametri di giudizio erano altri. L'editore non operava nessun controllo preventivo, e le avventure del nero criminale nascevano di getto sui tavoli dello studio modenese di Bonvi sulla base di improvvisati story-board schizzati. "Martini aveva fame di materiale sottopagato - racconta ancora Franco Bonvicini e sono rimaste famose le 200 lire in più corrisposte per ogni tavola in cui ci fosse anche il lettering e e le 300 per il titolo. Per lui, tutto (purchè non facesse proprio schifo) era pubblicabile. Fagocitò dunque anche Cattivik".

Voto 7½ 

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