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  07/04/2020 - 15:45

 

  home>musica > cult

Scanner - musica
 


Eric Clapton
From the cradle
[Reprise 1994]

 




                     di Paolo Boschi


Unplugged
From the cradle
Pilgrim
Clapton Chronicles
Riding with the king by Eric Clapton & B.B. King
Reptile


Eric Clapton, classe 1945, chitarrista d’impareggiabile talento nativo del Surrey, nel corso della sua lunga carriera ha costruito un variegato repertorio personale, collaborando con alcuni dei più grandi talenti del rock e meritandosi l’appellativo di Slowhand per il suo inconfondibile stile. Dal debutto nei primi anni Sessanta Clapton ha prestato il virtuosismo della sua chitarra a quasi tutti i generi e, prima d’incominciare la carriera solista nel 1974, ha fatto parte degli Yardbirds, dei Bluesbreakers di John Mayall e dei Derek & the Dominoes, e fondato negli stessi anni i Cream e gli effimeri Blind Faith. Con From the cradle Clapton sembra aver deciso di chiudere il cerchio dei suoi molti esperimenti tornando al primo amore, ovvero al blues, il genere grazie al quale è divenuto una figura di culto in tutto il mondo. Dovendo ‘tornare alla culla’ Slowhand ha intelligentemente optato per una raccolta di covers di grandi classici e perle dimenticate, reinterpretate (e registrate rigorosamente dal vivo) con l’apporto di una band di strumentisti d’eccezione: Dave Bronze al basso, Jim Keltner alla batteria, Andy Fairweather Low alla chitarra, Jerry Pornoy all’armonica, Chris Stainton alle tastiere, Roddy Lorimer alla tromba, Simon Clarke al sax baritono e Tim Sanders al sax tenore. Tra gli autori dei classici scelti per l’occasione da Eric Clapton spiccano i nomi di Lowell Fulson, Eddie Boyd, Willie Dixon e Elmore James. From the cradle presenta complessivamente sedici brani: l’apripista è la ritmata Blues before sunrise, seguita a ruota dall’insostenibile Third degree e dalla movimentata Reconsider baby. Dopo l’immancabile (e sincopata) Hoochie coochie man arriva anche la rarefatta Five love years (marcata da una favolosa intro della chitarra di Clapton) e l’up tempo di I’m tore down. How long blues ci riporta dalle parti del blues rurale: e nel Mississippi e dintorni orbitano anche le successive Goin’ away baby e Blues leave me alone, davvero splendida. Incredibile è anche la versione claptoniana di Sinner’s prayer, in lento, costante ed insostenibile crescendo. La scaletta di questa imperdibile raccolta si completa con il sapore acustico di Motherless child, la sferzante It hurts me too, l’atmosfera soffusa di Someday after a while (con la chitarra di Clapton in stato di grazia), l’essenzialità acustica di Standin’ round crying e di Driftin’, ed infine la magica Groning the blues. Una collana di perle ritrovate: non c’è altro modo per stringere in una definizione questa spettacolare antologia tascabile del blues.

Eric Clapton, From the cradle [Reprise 1994]

Voto 9 

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