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  16/02/2020 - 23:26

 

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Giuseppe Ferrandino
Il rispetto
(ovvero Pino Pentecoste contro i guappi)
Milano, Adelphi, 1999; pp.120

 




                     di Paolo Boschi


Cento modi per salvarsi la vita...
Il rispetto
Pericle il Nero


Dopo il noir 'dichiarato' (e il successo) di Pericle il Nero Ferrandino ritorna al genere col suo secondo romanzo, Il rispetto, primo di una serie che vede protagonista un private eye nostrano, Pino Pentecoste, ed è ambientata sullo sfondo realistico dei quartieri popolari della capitale partenopea. Se Pericle il Nero proponeva un personaggio decisamente sui generis - "Di mestiere faccio il culo alla gente": così presentava la sua singolare professione di scagnozzo di un piccolo boss del sottobosco criminale napoletano -, il detective Pino Pentecoste non è da meno. Si descrive infatti come un investigatore alla Miki Stewart, con tanto di frasi ad effetto preconfezionate per l'uso, che magari (usando le sue parole) avrà "soltanto la terza media ma è di intelligenza assai vispa (come diceva suo padre) e di sensibilità significativa" - ed è anche dotato del classico ufficio sgangherato da detective di serie B -. La forza del romanzo di Ferrandino è riposta nel (riuscito) tentativo di rivitalizzare i luoghi comuni della letteratura noir. Nella prima puntata della serie, tutto è giocato intorno ad un concetto cardinale degli ambienti malavitosi meridionali: il rispetto, quell'insostenibile atteggiamento etico-mentale che regola i rapporti tra criminali, ed a cui non può sottrarsi neppure chi criminale in senso stretto non è, ma per professione deve frequentare i 'giri' peggiori, come il protagonista de Il rispetto (ovvero Pino Pentecoste contro i guappi) - come spiega il titolo per esteso -. Il romanzo prende avvio da un incontro tra il detective ed un cliente con la tipica faccia da pessimo soggetto: vorrebbe affidargli un lavoro, ma Pentecoste rifiuta. Tuttavia l'indomani l'investigatore riceve la visita di un commissario di polizia (di quelli svegli) in cerca di informazioni sull'incontro del giorno prima: Pino scopre anche di essere sorvegliato da due classici scagnozzi di un boss grande abbastanza da incutere timore. Informatosi sul cliente, scopre che si tratta di un biscazziere e un probabile ladro di cavalli - ai danni del boss, guarda caso -. Lui, Pino Pentecoste, è rimasto in mezzo ai tre fuochi incrociati. Ma il protagonista saprà uscirne senza perdere la faccia e mantenendo il rispetto, dopo una riflessione ispirata dal Lancio Story mandato a memoria nel corso degli anni - lettura topica nei momenti decisivi - ed un memorabile amplesso con la sua bomba di ragazza - che tra parentesi è pressoché una prostituta -. Un romanzo Intrigante, diretto, privo di filtri narrativi, con un notevole affresco dei quartieri popolari napoletani.

Giuseppe Ferrandino, Il rispetto (ovvero Pino Pentecoste contro i guappi), Milano, Adelphi, 1999; pp.120

Voto 7- 

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