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  04/06/2020 - 03:18

 

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Venezia 69
Direttore Alberto Barbera, madrina l’attrice italo-polacca Kasia Smutniak
Una mostra che vuole essere un laboratorio attivo di idee.
Dal 29 agosto all'8 settembre 2012 al Lido di Venezia

 




                     di Matteo Merli


Venezia 69 - presentazione 2012
Primo reportage alla mostra 2012
Il risveglio del fiume segreto alle Giornate degli Autori
Secondo reportage alla mostra 2012
Premiazione 2012


Fuori Marco Muller e dentro Alberto Barbera, che ritorna a vestire i panni del direttore del festival, pronto a rilanciare la Mostra con diversi interventi. Per iniziare, rinnovo integrale delle sale Pasinetti e Zorzi, e realizzazione di un grande foyer nell’avancorpo della Sala Grande, avendo dislocato la sala Volpi all’interno del Casinò, garantendo anche un utile incremento dei posti autorizzati. Madrina di questa edizione madrina Kasia Smutniak. L’attrice italo-polacca aprirà la 69. Mostra nella serata di mercoledì 29 agosto, sul palco della Sala Grande (Palazzo del Cinema), in occasione della cerimonia di inaugurazione, seguita dalla proiezione del film di apertura della Mostra, The Reluctant Fundamentalist, diretto da Mira Nair. L’8 settembre l’attrice condurrà la cerimonia di chiusura, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi della giuria del Concorso Venezia 69. della Mostra.
Novità assoluta di questa edizione è la proposta del Film Market, previsto al primo piano dell’Hotel Excelsior del Lido e si affiancherà all’Industry Office che continuerà la sua programmazione come gli anni scorsi. Altro progetto interessante è la Biennale College, inteso come laboratorio permanente per la formazione e il sostegno dei nuovi talenti emergenti del mondo del cinema. Il ritorno dopo 11 anni al timone della Mostra Venezia per Barbera rappresenta una nuova sfida, da affrontare sul piano del rinnovamento e creare un rapporto stretto con i produttori da affiancare sullo sviluppo di progetti cinematografici, anche dal punto di vista economico per poterlo realizzare e presentare alla fine alla Mostra dell’anno successivo. Quindi non solo un festival temporaneo, ma un laboratorio attivo e capace di portare nel mercato dell’immagine nuovi e appassionati autori. In poche parole un festival cosmopolita dove si vedranno nel concorso internazione le nuove opere di Malick, De Palma, Assayas e del prodigio P.T. Anderson con l’atteso The Master, senza dimenticarci del grande Bellocchio, dell’acuto Ciprì, del gradito ritorno di Kim Ki-Duk, del tagliente Mendoza e del ritrovato Harmony Korine, con l’inconsueto Spring Breakers. Nel Fuori Concorso attenzione al ritorno di Amos Gitai, al documentario Bad 25 di Spike Lee, al noir The Iceman di Ariel Vromen e al fluviale Shokuzai (Penance) di Kiyoshi Kurosawa. Come sempre vitale la sezione Orizzonti, dove si potrà vedere Araf (Araf - Somewhere In Between) di Yesim Ustaoglu, San Zi Mei (Three Sisters) di Bing Wang, Tango Libre di Frédéric Fonteyne, Ja Tozhe Hochu (I Also Want It) di Alexey Balabanov, Low Tide di Roberto Minervini, L'intervallo di Leonardo Di Costanzo. Come sempre molto interessanti e stimolanti i percorsi riguardanti La Settimana della Critica e Le Giornate degli Autori. Una edizione snella, con un ridotto numero di film, attenta a ricreare gli spazi giusti per gli spettatori e non rincorrere la fantomatica realizzazione di un nuovo palazzo del cinema. L’obiettivo di Barbera è costruire un festival aperto tutto l’anno, capace di stimolare nuove visioni, aiutare produttivamente nuovi autori e dare spazio al mercato dei film e vedremo se le scommesse del direttore risulteranno vincenti e s’imporranno nel tessuto spesso dormiente delle istituzioni lagunari.

Voto 8 

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