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  16/06/2024 - 10:38

 

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Pitch Black
Regia di David Twohy
Cast: Vin Diesel, Radha Mitchell, Cole Hauser, Keith David; fantascienza/thriller; Usa/Austral.; 1999; C.
Nel buio di un'eclisse aliena...

 




                     di Paolo Boschi


Pitch Black
Below
The Chronicles of Riddick


Probabilmente la situazione ambientale più adatta a suscitare la paura è l’oscurità. Il buio, non a caso, costituisce uno dei timori ancestrali della razza umana, nonché dell’immaginario infantile (in genere tutti i bambini ne hanno paura). Giocando più che altro sull’angoscia indotta da assenza di luce David Twohy ha creato un B-movie memore della lezione di Alien di Ridley Scott, il che equivale a dire che in Pitch Black la suspense si taglia con il coltello per tutto il plot, e gli immancabili mostri alieni terrorizzano più per l’ineluttabile imminenza del loro arrivo che per la loro presenza in senso stretto (ricordate? nel primo Alien la creatura sanguinaria si intravedeva in pochi fotogrammi). Il film prende avvio con il classico naufragio intergalattico: un’astronave da trasporto è danneggiata da una pioggia di micrometeoriti ed è costretta ad un atterraggio di fortuna in un pianeta sconosciuto. L’equipaggio ne esce decimato e nel gruppo superstite s’impone di fare di necessità virtù, cercando di sopravvivere tutti insieme. In quella che potrebbe essere una banale pellicola d’azione fantascientifica s’interpone a questo punto un’efficace sottotrama di marca thriller: in una base sperduta i sopravvissuti trovano un modello in scala del sistema in cui sono approdati, modello che mostra come i tre soli che illuminano ininterrottamente il pianeta stiano per posizionarsi in modo da produrre un eclisse decennale. Poco dopo, mentre lo sparuto equipaggio continua misteriosamente a scemare, la trama si ravviva con un rivoltante sviluppo: il pianeta arido e deserto è abitato da letali creature, una sorta di incrocio alieno tra un dinosauro ed un uccello. I mostri sono voracissimi, molto rapidi, allergici alla luce ma ben decisi a sfruttare le ore di oscurità per divorarsi l’intera comitiva. Altra singolarità di Pitch Black è la complessità del gruppo di reduci spaziali, personaggi dotati di luci ed ombre: la pilota Fry, coraggiosa ma capace di sacrificare la maggior parte dell’equipaggio per salvare l’astronave; un cacciatore di taglie che dovrebbe rappresentare la legge, ma tossicodipendente e con evidenti problemi caratteriali; infine il criminale Riddick, presunto psicopatico, pericoloso ed inaffidabile ma con latenti riserve di umanità, il jolly del gruppo, dato che i suoi occhi sono stati modificati chirurgicamente per vedere al buio. Ottima anche la resa visiva del pianeta alieno, ‘ricostruito’ nel deserto australiano (come in Interceptor) e catturato in immagini con un colore denaturato davvero molto suggestivo. Una bella sorpresa a basso budget che si è già conquistata l’onore (o l’onere) di un prequel.

Pitch Black, regia di David Twohy, con Vin Diesel, Radha Mitchell, Cole Hauser, Keith David; fantascienza/thriller; Usa/Austral.; 1999; C.; dur. 1h e 48'

Voto 7½ 

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