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  24/05/2012 - 09:31

 

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My name is Tanino
Regia di Paolo Virzì
Cast: Corrado Fortuna, Rachel McAdams, Frank Crudele; commedia; Italia; 2002; C.
If Tanino goes to United States...

 




                     di Paolo Boschi


Baci e abbracci
My name is Tanino
Caterina va in città
N - Io e Napoleone
Tutta la vita davanti
La prima cosa bella


Passare una domenica d’inverno a Castelluzzo sul Golfo, (poco) ridente località della costa siciliana, può essere un’esperienza insostenibile per un giovane alternativo, soprattutto se ha appena scoperto che la madre vedova ha una tresca con un tizio dai modi untuosi, se ha una cotta che non accenna a passare per una ragazza americana e se in sovrappiù ha perfino fallito clamorosamente un esame di storia del cinema, fondamentale per non essere chiamato di leva. Lui, il ragazzo in questione, si chiama Gaetano Mendolia detto Tanino e, nella tristezza della situazione, decide di dare un taglio netto, partendo per l’America. Tanino ha anche fortuna perché il caso vuole (ma sarà un caso?) che un vecchio signore sia impossibilitato a partire ma debba urgentemente far recapitare certe valige a certi suoi parenti immigrati a Seaport, e regali dunque al ragazzo un biglietto aereo che ha (guarda caso) per destinazione proprio la città dove abita Sally, la ragazza di cui appunto Tanino si è irreversibilmente innamorato dopo un fugace colpo di fulmine estivo andato in scena a Castelluzzo. Tanino ha anche una buona scusa per far visita a Sally, una videocamera dimenticata dalla ragazza, e così parte con il proprio zainetto in spalla, approda a Seaport, sfugge alla banda di parenti pseudomafiosi del signore che gli ha offerto il volo, si insedia nella tipica famiglia WASP di Sally, che peraltro non mostra di gradire granché la sua presenza. A questo punto My name is Tanino alterna una mirabile ragnatela di infortuni familiari, equivoci in serie, un matrimonio combinato con la figlia del boss politico di Seaport, numerose fughe (dai parenti inferociti, dalla polizia), fino all’approdo finale a Manhattan, dove Tanino, filmaker per vocazione, incontrerà il suo personale mito di riferimento, il cineasta d’avanguardia Chinawsky. Un’intrigante commedia on the road sorretta da una forte vena critica all’american way of life, che Tanino fondamentalmente non comprende mai e nella quale non riesce ad integrarsi: il tutto confezionato come un’infinita e-mail spedita nel mezzo della notte a Giuseppe caro, ovvero l’amico del cuore, l’intellettuale no-global di Castelluzzo. My name is Tanino è anche un ottimistico viaggio alla ricerca di se stessi: il buon Tanino, sorretto dall’italica massa del “chi vivrà, vedrà”, va avanti superando alla meno peggio qualunque perizia, comprese quelle insuperabili, dato che quando la figuraccia o il pericolo è troppo esagerato, lui è solito svenire e ritirarsi in un momento bellissimo del suo passato. Tanino è anche sempre ad un passo dal ricostruire la tragedia dell’assassinio paterno, che gli ha segnato l’infanzia e la vita, ma si ferma sempre un attimo prima di effettuare il collegamento risolutore – ed il viaggio negli States gli fornirà non pochi indizi al riguardo –. Un delizioso gioiellino di fuori stagione, presentato (con successo) fuori concorso a Venezia 2002 da Paolo Virzì ma la cui uscita nelle sale è stata rimandata ad libitum per le note vicissitudini del gruppo Cecchi Gori. “Chi vivrà, vedrà” direbbe appunto Tanino...

My name is Tanino, regia di Paolo Virzì, con Corrado Fortuna, Rachel McAdams, Frank Crudele, Mimmo Mignemi, Jessica De Marco; commedia; Italia; 2002; C.; dur. 1h e 38'

Voto 7+ 

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