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  28/06/2022 - 13:31

 

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Mio fratello è figlio unico
Regia di Daniele Luchetti
Cast: Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti; commedia; Italia; 2007; C.

 




                     di Paolo Boschi


I piccoli maestri
Dillo con parole mie
Mio fratello è figlio unico
La nostra vita


Liberamente ispirata ad un romanzo di Antonio Pennacchi, Il fasciocomunista, l’ultima fatica di Daniele Luchetti dietro la macchina da presa – a ben cinque anni dal mai abbastanza apprezzato Dillo con parole mie – racconta ancora una storia di formazione, stavolta ambientata nel quadro provinciale e cadente della Latina a cavallo tra anni Sessanta e Settanta, con l’obiettivo centrato su due fratelli che riescono a comunicare solo attraverso una forma di ‘affettuosa’ violenza. Manrico ed Accio, il fratello minore, sono due ragazzi molto diversi: quanto il primo è affascinante e contestatore, tanto il secondo è confuso e scontroso. In particolare Accio ha una fisiologica necessità di qualcosa in cui credere: così prova prima la strada del seminario, poi quella del fascismo di ritorno, senza mai trovarsi veramente appagato; pur essendo uno studente dotato, Accio infatti si iscrive giovanissimo all’MSI e diventa precocemente un picchiatore fascista, per poi ripensarci qualche tempo dopo e cambiare nettamente posizione. Più rettilineo il percorso di Manrico, gioia dei suoi genitori quanto Accio ne costituisce costante motivo di disperazione: bello e vincente, incarna con naturalezza il prototipo di operaio sindacalista adorato dai compagni e conteso dalle donne. Se tutto sembra dividere i due fratelli, a livello ideologico e caratteriale, non fa eccezione l’amore: Accio è timido e non ha l’esperienza del fratello maggiore che, pur essendo un grande seduttore, non riesce a trovare stabilità affettiva e passa da una ragazza all’altra – ma finisce sempre per tornare da quella di cui il fratello minore continua a restare innamorato senza speranza –. Scritto a sei mani da Luchetti con l’aiuto degli sceneggiatori de La meglio gioventù, Stefano Rulli e Sandro Petraglia, Mio fratello è figlio unico riesce ad affrontare tematiche assai complesse (la lotta armata, lo scontro di ideologie contrapposte, la questione della casa, la ristrettezza provinciale) toccandole con leggerezza, senza mai parlare apertamente di ideologie, ma lasciandole sullo sfondo della storia, che è fondamentalmente la storia del grezzo ma genuino rapporto affettivo tra due fratelli. Nell’ottimo cast, se Riccardo Scamarcio conferma di essere molto di più di un idolo giovanile, corre l’obbligo di segnalare la prova di Elio Germano, semplicemente strepitosa. Presta il titolo al film l’omonima (indimenticabile) canzone di Rino Gaetano. Una bella sorpresa di fine stagione da non perdere.

Mio fratello è figlio unico, regia di Daniele Luchetti, con Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Angela Finocchiaro, Massimo Popolizio, Luca Zingaretti; commedia; Italia; 2007; C.; dur. 1h e 40’

Voto 7½ 

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