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  17/12/2017 - 08:54

 

  home>musica > rock

Scanner - musica
 


Placebo
Black Market Music
[Hut/Virgin 2000]
Musica al mercato nero...

 




                     di Paolo Boschi


Black Market Music
Whitout you I’m nothing


Si chiamano Brian Molko (voce e chitarra), Stefen Olsdal (basso) e Steve Hewitt (batteria) ma insieme formano i Placebo, band multinazionale per statuto, dato che il primo è americano, il secondo svedese ed il terzo inglese: un gruppo che propone un rock a tratti duro ed energico, talvolta acido e visionario, altre ancora avvolto da intriganti venature dark. Una miscela nel complesso intrigante ed in costante evoluzione, almeno stando al terzo album del gruppo, Black Market Music, che si presenta come ‘proibito’ ed alternativo fin dal titolo. L’ultimo disco dei Placebo conferma quanto di buono avevano lasciato intuire i precedenti Placebo (1996) e Whitout you I’m nothing (1998): anzi, rispetto al passato il gruppo mostra di aver imboccato una via più definita rispetto alla terra musicale di nessuno degli esordi, che garantiva comunque loro un’indiscussa originalità sonora. Le dodici canzoni di Black Market Music hanno infatti come privilegiato punto di partenza (e di continuo ritorno) il rock, di volta in volta utilizzato per i brani più pressanti ed energici, per colorare insostenibili e malinconiche ballate, come avvio per sperimentare in ossequio ad un vorace desiderio di contaminazione. Si comincia all’insegna dell’hard rock con la notevole Taste in men, cupa ed ossessiva, seguita a ruota dall’elettrica e rapidissima Days before you came, dove il timbro così particolare di Molko resta sul melodico creando una spiazzante dicotomia con l’incalzante ritmo di sottofondo. Tra gli esperimenti più contaminazionisti dell’album va segnalato il gioco di rimando con l’hip hop da protesta urbana in Spite & Malice o le citazioni elettroniche presenti in Black-eyed. I Placebo si dimostrano nel complesso una band dotata di limpido talento creativo: si rivela un un pregio anche l’ambigua ‘stranezza’ della voce di Brian Molko, che cattura ed intriga progressivamente, con l’insostenibile delicatezza di Passive aggressive, l’ipnotica visionarietà di Slave to the wage.o infine una ballata a pronta presa come Narcoleptic.

Placebo, Black Market Music [Hut/Virgin 2000]

Voto 7+ 

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