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  07/12/2021 - 02:58

 

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Compagnia Verdastro della Monica
La cena del nulla, recensione
Fra invenzioni visive, registiche e attoriali, convince e intriga il nuovo Capitolo del Progetto Satyricon dedicato alla cena di Trimalcione. Regia Massimo Verdastro, scene e costumi Stefania Battaglia, In scena Massimo Verdastro, Giuseppe Sangiorgi, Andrea Macaluso, Giusy Merli, Francesca Della Monica e Anna Moroni.
Dal 16 al 19 giugno 2011 alla rassegna fiorentina Estate al Bargello

 




                     di Giovanni Ballerini


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Scanner intervista Massimo Verdastro, 2010


Un fragore di stoviglie e piatti accoglie il pubblico che entra nel Bargello, specchiandosi su un pavimento imbandito, che un bizzarro e  sexy cameriere si affanna ad iniziare a sparecchiare. Il banchetto più sfarzoso ed eccessivo dell’antichità è appena terminato. Tutto è avvenuto, ma l’ebbrezza dei bagordi è ancora palpitante e, mentre evapora pian piano il suo peso ingombrante, si fanno spazio brandelli di pensieri, discorsi, avanzi di una memoria lontana. Con questa atmosfera straniante e surreale prende il via La Cena del Nulla, l’intrigante prima nazionale, intensamente applaudita dal 16 al 19 giugno 2011, alla rassegna fiorentina organizzata nel Cortile del Museo Nazionale del Bargello. Si ride e si riflette, ci si interroga sul passato e sul presente, facendosi conquistare da una vitale e rutilante rivisitazione dell’episodio più celebre (l’unico che ci è arrivato intero) del Satyricon di Petronio: La cena di Trimalcione.
Per rendere attuale il contesto, Massimo Verdastro ha attivato, con la collaborazione di Luca Scarlini e Andrea Macaluso un confronto diretto con la parola del romanzo antico, su cui ha intarsiato un funambolico gioco di rimandi – da Virgilio, a Petrolini a Eliot -  oltre a due preziosi contributi scritti ex novo: i monologhi “Il lupo mannaro” di Magdalena Barile e “Fortunata” di Letizia Russo.
Il severo cortile di uno dei più antichi edifici pubblici fiorentini, grazie alla scena -installazione, ideata da Stefania Battaglia, si trasforma in un enorme tableaux-pièges (i “quadri-trappola” creati da Daniel Spoerri), evocando l’antica usanza romana di gettare gli avanzi del cibo a terra , affinché le anime dei morti potessero nutrirsene.
Dentro questa specchiante moltiplicazione di scorie di cibarie e libagioni, si muove con brillante metamorfismo Massimo Verdastro (che è anche ispirato regista della pièce), prima nei panni di un Trimalcione fisico, carnale, strampalato sbandieratore di cultura classiccheggiante, per il tramite di esilaranti frammenti   del Nerone petroliniano, ma nondimeno riflessivo anfitrione del nulla, angosciato dalla caducità della vita e dalla paura della morte.
Poi, come un Giano bifronte, con seno di paillettes e calze a rete, nelle vesti di Fortunata, la serva arricchita (moglie dello stesso Trimalcione), che in romanesco spinto coccola e deride il consorte, nel monologo appositamente scritto per questa Cena da Letizia Russo, la cui sorprendente verve comica avevamo già scoperto in Quartilla, un precedente episodio del progetto Satyricon. 
Radicale cambio di registro per “Il lupo mannaro”, il racconto che Petronio affida, durante la cena, alle parole di un commensale e che segna la primissima apparizione letteraria di questa figura, poi destinata a un ruolo importante nell’immaginario contemporaneo.
Nella riuscita riscrittura di Magdalena Barile, a cui da voce e corpo, con   lucida intensità, Andrea Macaluso, la storia del soldato ammalato di mal di luna, che si ritrova ad aver zanne e peli irsuti, offre lo spunto per un gioco macabro con imprevedibile finale, non senza evidenti riferimenti al cinema horror classico.
Il simposio di Trimalcione è anche ribalta per i commensali, liberti arricchiti come il padrone di casa e nuova compagine sociale emergente.  Ne La Cena del nulla, compaiono qua e là ombre parlanti, personaggi bizzarri e intensi, che, nelle interpretazioni multiple di Andrea Macaluso e Giusi Merli, disegnano, per accenni e rimandi, in una deriva di racconti, chiacchiere, sfoggi di cultura raccogliticcia e grossolanità, lo sfaccettato mosaico di una società rozza e mercificata, ma non priva di angosce esistenziali.  
Con un  acuto  intarsio drammaturgico, Verdastro e soci specchiano la sorprendente attualità delle parole petroniane nell’agonia del moderno di uno dei più emblematici frammenti del capolavoro di Thomas Eliot (The waste land), affidato ai vocalizzi della Sibilla - Francesca Della Monica – evocata da un ispirato Trimalcione in vena poetica.
Il funambolico e poliedrico Giuseppe Sangiorgi, nelle vesti di schiavetto tuttofare, amante e pettegolo di turno, regge le file di questo scomposto simposio che svela le debolezza dello spirito della società e del potere. Poco importa se di ieri o di oggi. Alla fine è il gioco del teatro a vincere, dando vita a figure e ricordi, a composizioni – scomposizioni dello spazio e del tempo che, attraverso il rumore delle parole, spiazzano e coinvolgono il pubblico, con invenzioni e saettanti riferimenti al grande romanzo dell’antichità, così come alla contemporaneità. Il continuo gioco di scambio di ruoli si arricchisce sul finale della presenza effervescente di Anna Moroni, l’icona del programma di Raiuno la Prova del Cuoco, che da maestra della cucina (e della tv), irrompe in questa Cena del nulla, scandendo l’inizio della fine che si annuncia con  la preparazione di un semplice uovo fritto, il cui sfrigolio assordante deborda in suoni barbarici, forse echi di una lontana o futura tribalità, che invadono nel buio assoluto la scena. 
Positiva e emblematica insomma questa nuova tappa del Progetto Satyricon, che dal 2009 a oggi ha coinvolto un folto gruppo di drammaturghi, tra i più importanti della scena italiana, impegnati a trasformare il romanzo di Petronio in scrittura teatrale. Il progetto ideato e diretto da Massimo Verdastro con il coordinamento drammaturgico di Luca Scarlini e la collaborazione costante di Stefania Battaglia, Francesca della Monica, Charlotte Delaporte e di un numeroso e reattivo gruppo di attori, prosegue di tappa in tappa verso la sua naturale evoluzione. Tutti i singoli episodi/capitoli confluiranno infatti in un allestimento complessivo, che debutterà a Roma, al Teatro Vascello, dal 13 al 29 aprile 2012.

Voto 8 

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