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Nemico di classe
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  22/01/2019 - 05:04

 

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Nemico di classe
Di Nigel Williams
Traduzione di Susanna Basso, regia di Giuseppe Sepe
Con Luca Ravazzini, Simon Cardillo, Marco Frezza, Simone Marchetti, Marcello Finotelli, Jacopo Violi

 




                     di Matteo Merli


Il teatro italiano è sempre stato un luogo di riferimento per ogni attore che si rispetti, ma il problema principale che affligge questo mondo come quello connaturale all’arte nella sua totalità, è la mancanza di rinnovamento o perlomeno di un aiuto ad entrare per far mostrare il proprio spettacolo a più spettatori possibili. In fondo non è facile lavorare come attore in una provincia seppur ricca come quella di Modena, e saper dimostrare tra cortometraggi e film ( Vedi Tellurica e   L’ultima Notte presentato all’ultimo Torino Film Festival) di essere un attore di una certa caratura ed esperienza, come ha fatto con grande cuore e coraggio Giuseppe Sepe, che con la neonata associazione Utòpia, ha messo in scena il testo teatrale Class enemy di Nigel Williams, traduzione di Susanna Basso per Einaudi. Per Sepe questa è stata una vera propria sfida, anche nel cercare gli attori giovani idonei per la parte e alla fine, dopo mesi di lavoro, anche i luoghi dove poter mettere in scena la sua opera. Come sempre i grandi Teatri non hanno dato la loro disponibilità, e a fatica ma con enorme riscontro di pubblico è riuscito a far vedere questo spettacolo, grazie alle continue repliche alla Tenda di Modena. Nemico di classe narra la storia di sei ragazzi che si trovano all'interno della propria classe in attesa di un nuovo insegnante, hanno personalità diverse ma ciò che li accomuna è l'essere considerati dei reietti. Il palco è costituito da pochi elementi scenici e il pubblico è li attorno a quei banchi, per vivere a contatto con questi ragazzi, soli, tristi e pronti a ribellarsi al loro status quo. La scena vive e si anima con le interpretazioni gestuali e crude di questi giovani attori, che si calano alla perfezioni in questi personaggi e animandoli anche attraverso le loro inquietudini personali, risultando emotivamente epidermici e reali agli occhi di noi spettatori. Alla fine si arriva con loro verso il suo della campanella, come se fosse un ultima ora: la ghigliottina di un disagio che permane e vorrebbe essere cacciato via. Il successo di questo spettacolo è la forza motrice di questi attori e di una regia che sa far risaltare appieno i caratteri e le storture di un abbandono scolastico che mina le nostre istituzioni e che inevitabilmente porta ad atti di bullismo o violenza.
Ci auguriamo che possa trovare ancora spazi, Nemico di classe, e soprattutto chi vuole saper per le prossime date,   può informarsi qui: https://www.facebook.com/utopiaeventiculturali/

Voto 8 

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