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  17/12/2017 - 08:45

 

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Jane Green
Voltiamo pagina
Scoperta un'autocelebrazione della scrittrice su Amazon.com
Sperling & Kupfer, 2002, 382 pgg.

 




                     di Lucia Fazzi


Un gruppo di amici conosciuti all'università e eletti, loro malgrado, al ruolo di "famiglia putativa". Una vita sociale ridotta ai minimi termini - serate passate a mangiucchiare dolci guardando film o, al massimo, una cena in casa di amici - , una carriera brillante e ricca di prospettive, una vita sentimentale inesistente e… un'abbondante taglia 46! Questa è Cath, trentenne londinese, single per scelta, poco amante della moda e affezionata alla sua libertà, divisa tra lavoro e amici, con cui condivide pettegolezzi e ansie.

Tra serate passate al telefono con Sean, l'amico gay dal cuore perennemente infranto, e la solenne decisione di abbandonare il lavoro nella City per aprire un caffè letterario con l'amica Lucy, nella vita di Cath un giorno rispunta all'improvviso Portia, amica del cuore dei tempi del Campus, persa di vista ma mai dimenticata . L'intera combriccola - clone letterario della serie televisiva Friends - risentirà immediatamente di questa "apparizione", e la storia si riempirà di colpi di scena e esilaranti gags.

Scritto bene, con uno stile moderno e veloce, si rimane facilmente intrappolati nel vortice di situazioni tragicomiche e, spesso, imbarazzanti, in cui Cath e i suoi amici si trovano. Molto divertente e acuto, mostra con ironia e disincanto i sogni e i problemi, le ambizioni e le paure, l'amore e l'amicizia della generazione di chi, come chi scrive, vive oggi i suoi trent'anni. E che, come me, non faticherà certo a trovare in ognuno dei personaggi, tratti che riconoscerà suoi, scoprendosi a riderne.

Jane Green, scrittice-rivelazione d'oltremanica, è nata nel 1968. Ha fatto per anni la giornalista freelance, occupandosi anche di promuovere film, programmi televisivi e personaggi famosi. Vive e lavora in Gran Bretagna. Autrice di romanzi al femminile che hanno furbamente seguito la scia di Helen Fielding, nota per il fortunato romanzo "Il diario di Bridget Jones", dal quale è stata tratta un'omonima pellicola con la regia di Sharon Maguire che ha sbancato i botteghini, Un genere divertente, romantico e leggero, in stile "harmony con ironia", in Inghilterra meglio conosciuto "chick-lit".
Una curiosità: Jane Green, conscia di quanto nel mondo dell'editoria sia difficile emergere, e di quanto sul destino di un romanzo pesi la critica, spauracchio di molti scrittori, ha escogitato un modo a dir poco originale per promuovere questo libro. Fingendosi lettrice entusiasta, ha pensato bene di scrivere ad Amazon.com, lodando nelle e-mail i suoi stessi libri. E al grido di "Il libro è mio e me lo recensisco io", la Green scrive (di se stessa): "Pensavo che l'autrice non sarebbe riuscita a ricreare l'atmosfera del primo libro. Invece i miei timori erano infondati. È riuscita a descrivere i dilemmi e i problemi che in tante conosciamo con grande onestà e veridicità". E alla faccia della verità, non si è risparmiata neppure uno sbrodolante "Non vedo l'ora che esca il suo prossimo libro"!
Le bugie però hanno le gambe corte: l'inganno è stato portato alla luce dal giornale britannico "Sunday Telegraph". Una volta scoperta la Green non ha fatto una piega, ammettendo ciò che aveva fatto. "Ho deciso di auto-recensirmi solo dopo aver letto sul sito una trentina di interventi tremendi!", si è giustificata.

Voto 7 

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