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P. Verri - P. Ferrari
Combat Folk
l'Italia ai tempi dei Modena City ramblers
Firenze, Giunti, 2000; con un bonus cd di quattro pezzi, tre live e un inedito

 




                     di Ilaria Gandolfi


Stefano "Cisco" Bellotti, Massimo Ghiacci e Francesco Moneti dei M.C.R. salgono assieme a Paolo Verri sul piccolo palco dell'8 di Saffi a Parma E, come per magia si stabilisce un'atmosfera amichevole, un ideale prologo per un incontro tra vecchi amici, del tutto fuori da ogni formalità. E' questa l'atmosfera che sottolinea Verri, l'autore (insieme a Paolo Ferrari) del libro dedicato ai Modena City Ramblers "Combat Folk: l'Italia ai tempi dei Modena City Ramblers" non è in effetti una biografia; una biografia è qualcosa scritto da altri su qualcuno di lontano, inavvicinabile; questo libro invece riunisce storie, percorsi musicali e non, insomma una quantità di parole riunite sotto l'insegna dell'ascoltare e raccontare, dello stare insieme, dello stare sulla strada…". Il progetto del libro è nato attorno al alla fine del'97, con l'intenzione di raccontare un'Italia che sembrava essere lì lì per scomparire …. Anche se poi Massimo Ghiacci aggiunge che l'idea iniziale era quella di fissare e descrivere i viaggi del gruppo, ma in breve si sono ritrovati a raccontare la storia dei M.C.R.

I tre dei componenti del gruppo hanno subito sottolineato che in questa storia svolgono un ruolo centrale molte persone che "stanno attorno" al palco dei Modena: dai musicisti che hanno fatto parte del gruppo e ora hanno scelto altre strade (il cantante del primo album insieme a Cisco, A. Morselli), agli stessi autori del libro (e compagni di viaggio), i giornalisti Paolo Verri e Paolone Ferrari, a Lucio Gateani, agli scrittori letti e incontrati come L. Sepulveda, D. Chavarria o P.I. Taibo II, agli artisti con cui il gruppo ha avuto occasione di suonare, tipo Compay Segundo.

La storia dei Modena inizia attorno al '92 e, come ci tiene specificare Cisco (chiaramente a discostarsi da una certa vena di ipocrisia che scorre spesso nel racconto della nascita dei gruppi musicali, vedi ad esempio tutte le cosiddette "Boy-bands") per una vera e propria alchimia: non un gruppo di amici che decide di suonare insieme, ma persone sconosciute e legate esclusivamente da tre passioni: per la musica, per l'Irlanda, per il viaggio.

"Il gruppo è nato come una scommessa" sottolinea Francesco; scommessa che ha cominciato a mostrarsi vincente dall'inizio del '93, data della registrazione del primo demo del gruppo: "Combat Folk", appunto. "Abbiamo deciso di dare questo nome al libro perché quel demo era una specie di fotografia dei Ramblers "pre - impegno professionale": insomma di ciò che ogni tanto ci si dimentica di essere, mentre si farebbe bene tenerlo a mente."

Combat Folk è la sintesi di tre elementi: l'Irlanda e le sue ballate, le canzoni popolari (ad esempio una versione ormai famosissima di Bella ciao e di "Contessa" ), i brani scritti dal gruppo. E porta già in sé quello che è e rimarrà anche in seguito il cuore della musica dei Modena: la sintesi tra divertimento (quello delle sbornie, della voglia di ballare e suonare, di stare insieme) e impegno civile (come sottolinea Verri, "più civile, che politico"). Su questa linea sono i primi due album, "Riportando tutto a casa" (1994) e "La grande famiglia" (1996).

Nel '97, con "Terra e libertà" (che i Ramblers considerano l'album meglio riuscito del gruppo) si ha la svolta verso un sound e un "sogno" più latino americano: "ci sembrava di essere in una specie di "cul de sac" artistico, e di trovarci in un posto, l'Italia deludente della sinistra al governo, in cui non vedevamo più passione…così la siamo andati a cercare in Sud America, dove era ancora possibile sentire sulla pelle una distinzione netta tra bene e male, tra sfruttatori e sfruttati; la stessa rabbia da esprimere attraverso materiali nuovi, sotto un'altra ottica, fuori dall'atmosfera stagnante del nostro paese. E' stato un album difficile, alla cui lavorazione abbiamo dedicato sei mesi passati in studio di registrazione!"

Con i Ramblers è quasi impossibile disinteressarsi di politica ("Se Berlusconi tornerà al governo….noi suoneremo molto più di adesso" sottolinea la band) . ma quasi subito, e questa volta con un sorriso più aperto, la discussione passa ad analizzare la teatralità del gruppo (La tournée affrontata dai Modena con il circo di Paolo Rossi). Nel racconto delle loro "prime volte sul palco" i tre Ramblers si confessano: si scopre che Cisco non aveva affatto mire di cantante, che Francesco è stato "scoperto" in un pub di Parma mentre suonava il suo violino ballando sui tavoli "per la gioia degli astanti". Qualche cenno anche al futuro è d'obbligo: un viaggio in Sud Africa, la partecipazione a un festival etno - folk, al disco di un gruppo africano. Poi, dice Cisco, "spero che faremo tanti altri viaggi, come gruppo: in Costarica, nel deserto del Sahara…". E alla fine la chiacchierata, come era logico aspettarsi, prosegue davanti a un bicchiere di birra…".

P. Verri - P. Ferrari, Combat Folk: l'Italia ai tempi dei Modena City ramblers, Firenze, Giunti, 2000

Voto 7˝ 

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