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  26/05/2024 - 05:41

 

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The truth about Charlie
Regia di Jonathan Demme
Cast: Thandie Newton, Mark Wahlberg, Tim Robbins; giallo/sentimentale; Usa; 2002; C.
Un remake intrigante ma non indispensabile

 




                     di Paolo Boschi


Il silenzio degli innocenti
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The truth about Charlie
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In principio era Sciarada, un classico del giallo rosa diretto con garbo da Stanley Donen nel 1963 ed interpretato da due attori di classe quali Cary Grant e Audrey Hepburn, peraltro supportati da un cast di comprimari di tutto rispetto. Con The truth about Charlie Jonathan Demme, già premio Oscar per Il silenzio degli innocenti e Philadelpia, lascia il sentiero drammatico e gioca la carta del remake, per quanto in tale caso sia più opportuno parlare di rivisitazione appassionata di un cult movie dei bei tempi andati. Non sarà un caso se lo sceneggiatore di Sciarada, Peter Stone, nei confronti di The truth about Charlie, dedicato alla memoria di Ted Demme, abbia mostrato un’ostilità tale da pretendere che il proprio nome scomparisse dai credits, sostituito con quello di Peter Joshua, ovvero la prima delle identità utilizzate da Cary Grant nell’originale. Tralasciando i dettagli prettamente filologici, entriamo nel merito della trama, che si presenta deliziosamente caotica ed a tratti perfino spumeggiante: protagonista della vicenda è l’avvenente giovane signora di colore Regina Lambert che, al ritorno da una vacanza ai Caraibi – in cui ha lungamente meditato il divorzio –, scopre d’essere diventata vedova del marito Charles, sposato appena tre mesi prima, e che il signor Lambert, assassinato in fuga da Parigi dopo rapida liquidazione di ogni sua proprietà, possedeva almeno quattro identità di cui non era minimamente a conoscenza. La verità su Charlie nasconde un altro inquietante dettaglio di cui Regina non tarda ad accorgersi: durante il suo passato di mediatore e mercenario il defunto si è appropriato indebitamente di sei milioni di dollari in diamanti, l’obiettivo palese di tre loschi figuri, ex compagni del marito, che la pedinano per tutta Parigi. Inserita nella lista dei possibili sospetti dalla polizia transalpina, perseguitata dai tipi poco raccomandabili di cui sopra, Regina sembra poter contare sull’unico apporto dell’affascinante Joshua Peters (un poco ispirato Mark Wahlberg), un americano conosciuto durante la vacanza caraibica che ha casualmente (o almeno pare) ritrovato a Parigi, un personaggio che continua a comparire sempre al momento più opportuno ma che sembra essere implicato nell’ingarbugliata scomparsa del marito – col quale, condivide anche il vizio dell’identità plurima –. A complicare le cose in The truth about Charlie s’inserisce anche l’agente segreto americano Lewis Bartolomew, l’unico vero insospettabile della vicenda, di cui si rivelerà il motore sommerso. Un plot intrigante ma forse anche troppo intricato, vagamente memore delle atmosfere di Frantic, ravvivato da suggestivi squarci parigini, da prazzi di puro talento registico, da un cast quasi all’altezza (con una deliziosa Thandie Newton ed un irresistibile Tim Robbins) e da una colonna sonora che alterna ritmi afro alle ballate di Charles Aznavour, protagonista di un curioso cameo. Nel finale a sorpresa Demme rimescola tutte le carte del mazzo filmico, prima dell’inevitabile happy ending ai fiori d’arancio. Non male, ma resta in bocca il sapore di un’occasione sprecata...

The truth about Charlie, regia di Jonathan Demme, con Thandie Newton, Mark Wahlberg, Tim Robbins; giallo/sentimentale; Usa; 2002; C.; dur. 1h e 40'

Voto 6 

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