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  10/07/2020 - 06:14

 

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Jackie Brown
Regia di Quentin Tarantino
Cast: Pam Grier, Robert De Niro, Samuel L. Jackson, Bridget Fonda; drammatico; Usa; 1997; C

 




                     di Duccio Magnelli


Pulp Fiction
Jackie Brown
Kill Bill - Vol. 1
Kill Bill - Vol. 2
Bastardi senza gloria
Django Unchained
C'era una volta... a Hollywood


Lui, Tarantino, ha girato pochissimi films, ma il suo nome è già una sicurezza per molti appassionati. Dagli esordi di "Dal tramonto all'alba" fino alle più recenti produzioni, il regista ha seminato la strada del suo cinema di violenza e d'ironia, di fantasia e di realtà nuda e cruda. Insomma, di tutte quelle cose che la gente preferisce farsi raccontare piuttosto che vivere sulla propria pelle. E, visto il successo dei suoi films, ha sempre centrato l'obbiettivo. "Jackie Brown" è la sua opera ultima, quella più recente. Sicuramente, è un buon film, soprattutto se confrontato con la media corrente, con ottimi attori, ben diretto, ma che, visto tutto quello che il regista ha fatto in precedenza, non convince del tutto.
Protagonista della vicenda: mezzo milione di dollari. Co-protagonisti: un gruppetto di personaggi per i quali i cinquecentomila bigliettoni rappresentano l'ultima possibilità di riscatto e di sopravvivenza.
Ambientazione: la Los Angeles di oggi, anonima ed angosciante e, quindi, assolutamente reale. Filo conduttore del film è il sottile meccanismo che permetterà a Jackie Brown, una hostess che le vicende della vita hanno portato a lavorare per una scassatissima linea aerea messicana, di vincere la partita, distruggere tutti gli avversari e portarsi a casa il malloppo.
L'intenzione di Tarantino era quella di fare un film sui perdenti e sulle possibilità che la vita offre loro di rialzare la testa.
Tutti i personaggi appaiono circondati da un'aureola di decadenza, di solitudine, di malinconia che li rende tremendamente uguali agli esseri umani. La vita li ha calpestati abbastanza per farceli, in fondo, amare come propri simili.
Non si tratta, quindi, di un film sulla gioia di vivere. Anche la vincitrice della partita, durante l'ultima scena, nonostante il mezzo milione di dollari in tasca, appare piangente e rassegnata, quasi volesse ammonirci che il videogame dell'esistenza non ha né vinti né vincitori, ma solo un mucchio di sconfitti.
Ma, nonostante l'indubbia abilità di tutti, il film presenta, per me, un non trascurabile difetto. E' troppo lungo e la vicenda non riesce a coprire adeguatamente tutte le due ore e mezzo. In certi punti il racconto appare un po' stiracchiato e denota qua e là segni di stanchezza. La trama sembra fragile, gli obbiettivi da raggiungere scontati. Mentre, in Pulp Fiction, che resta l'opera migliore del regista, la lunghezza appariva quella giusta, in Jackie Brown, probabilmente, si poteva fare lo stesso film in un tempo minore senza per questo danneggiare la qualità. Insomma, il film accusa qualche calo di tensione, dovuto, forse, anche alla poca violenza ed al poco spargimento di sangue a cui il regista americano ci aveva abituati e la cui mancanza non è sostituita da un adeguato supporto narrativo.
Ma, probabilmente, il vero problema è quello che da personaggi del calibro di Quentin Tarantino ci aspettiamo sempre il meglio del meglio. Sicuramente, un film del genere fatto da uno qualsiasi delle centinaia di professionisti del settore, farebbe gridare al miracolo e sarebbe difficile trovargli qualche difetto.
Ma, da vecchi affezionati del surrealismo di "Dal tramonto all'alba" e dell'ironia di "Pulp fiction", non ci accontentiamo e non ci piace arrivare alla fine e dire, sottovoce, quasi con vergogna: "Finalmente!". Jackie Brown, regia di Quentin Tarantino, con Pam Grier, Robert De Niro, Samuel L. Jackson, Bridget Fonda; drammatico; Usa; 1997; C

Voto 7 

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