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  04/02/2012 - 07:48

 

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Come Harry divenne un albero
Regia di Goran Paskaljevic
Cast: Colm Meaney, Adrian Dunbar, Cillian Murphy, Kerry Condon; drammatico; Fran./Irl./Ita./Gran Bret.; 2001; C.

 




                     di Paolo Boschi


Intervista a Goran Paskaljevic
Come Harry divenne un albero
La polveriera


La storia alla base di Come Harry divenne un albero, diretto da Goran Paskaljevic, è ispirata da una fiaba cinese. Se aggiungiamo che il film è stato girato in Irlanda durante il periodo di esilio cinematografico del regista serbo dalla sua patria, con troupe multietnica e coproduzione italo-anglo-francese, viene da stupirsi per come alla fine elementi tanto eterogenei siano riusciti a fondersi in una miscela di sapore dichiaratamente irlandese, lievemente surreale, animata da un sanguigno humour in sottofondo. Siamo nel 1924 e precisamente nell’amena e verde campagna nei pressi del villaggio di Skillet: Harry è un contadino segnato da due tragedie familiari che si sono susseguite l’una dopo l’altra, prima l’amato figlio maggiore vittima della guerra civile, quindi la moglie stroncata dal dolore. Harry è rimasto col figlio minore Gus ad occuparsi dei cavoli del suo podere: il sogno ricorrente del maturo contadino è di diventare un albero possente ed in grado di reggere agli scherzi del clima, capace di restare in piedi contro tutto e contro tutti. I lutti che hanno colpito la sua famiglia hanno portato Harry ad elaborare una bizzarra filosofia di vita, in base alla quale un uomo si misura dal valore dei propri nemici. La scelta del contadino, dopo attenta riflessione, è caduta su George, gestore del pub-spaccio locale, sensale di matrimoni e donnaiolo imperterrito, l’uomo più ricco e potente di Skillet: sarà lui il nemico da distruggere ad ogni costo, da odiare e di cui non fidarsi sempre e comunque, contro ogni apparenza e contro ogni logica. Come Harry divenne un albero procede in questa irrazionale sfida unilaterale, che progressivamente innescherà un confronto aperto tra i due protagonisti in direzione del surreale finale. Nel mezzo si consuma il matrimonio tra l’acerbo Gus e la bella Eileen grazie all’operato di George: l’unione si rivelerà problematica, confusa dalla tresca clandestina avviata dal sensale con la giovane sposa, sfruttata ad arte da Harry per spingere all’odio anche il figlio. Dal regista de La polveriera un film che lascia spiazzati per la delicatezza di toni, per il suo generalizzato impasto celtico, per la vena lirica ed insieme magica dell’allegoria centrale. Come Harry divenne un albero è comunque una pellicola degna d’interesse, anche per la maiuscola prova di Colm Meaney, uno degli attori in assoluto più bravi della verde Irlanda.

Come Harry divenne un albero - How Harry became a tree, regia di Goran Paskaljevic, con Colm Meaney, Adrian Dunbar, Cillian Murphy, Kerry Condon; drammatico; Fran./Irl./Ita./Gran Bret.; 2001; C.; dur. 1h e 39’

Voto 7- 

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