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  23/02/2020 - 02:08

 

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Il curioso caso di Benjamin Button
Regia di David Fincher
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchett, Taraji P. Henson, Tilda Swinton, Julia Ormond; drammatico/sentimentale; U.S.A.; 2008; C.
Dall'omonimo racconto di Francis Scott Fitzgerald

 




                     di Paolo Boschi


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«La vita sarebbe infinitamente più felice se potessimo nascere già ottantenni e gradualmente diventare diciottenni»: il grande Mark Twain rifletteva in questi termini sulla possibilità d’invertire il naturale corso del tempo per l’uomo, e tale frase ispirò Francis Scott Fitzgerald a stendere Il curioso caso di Benjamin Button, un racconto che molti cineasti avrebbero voluto traslare sul grande schermo negli ultimi anni, ma che solo David Fincher è riuscito ad adattare grazie alle possibilità concesse dai recenti sviluppi della computer grafica. La storia al centro del film è un lungo flashback ricostruito dalla figlia della protagonista, ovvero Daisy, l’amore della vita di Benjamin Button, tramite il diario di quest’ultimo, letto nel 2005 in ospedale alla madre morente durante i giorni in cui l’uragano Katrina minacciava New Orleans. Pagina dopo pagina ricostruiamo con lei il curioso caso di Benjamin Button, un uomo nato in circostanze molto particolari: a New Orleans, nella notte in cui l’America festeggiava la fine del primo conflitto mondiale lui veniva al mondo mentre sua madre moriva per darlo alla luce. Subito dopo Thomas Button, proprietario di una fiorente industria di bottoni, sconvolto dalla doppia tragedia di aver perso l’amata moglie ed esser diventato padre di un bambino con l’aspetto di un vecchio, abbandonava Benjamin sulle scale di un ospizio dove sarebbe stato accolto amorevolmente da Queenie, la governante, e da suo marito. Benjamin sembra un piccolo novantenne: ha cataratte che quasi lo rendono cieco, ha l’artrite, è praticamente sordo, ha le cartilagini ossificate che gli impediscono i movimenti, insomma pare destinato a morte prossima e sicura. Ma col passare del tempo le condizioni del piccolo vecchio, che cresce con amore in una casa popolata da anziani, migliorano vistosamente: Benjamin infatti sembra ringiovanire e recuperare smalto, arriva perfino a camminare quando un religioso lo stimola al biblico grido “Alzati e cammina”. Un giorno all’ospizio di famiglia conosce il Sig. Oti, un eccentrico pigmeo che ha girato il mondo come fenomeno da baraccone in un circo: a differenza degli anziani che è solito frequentare, Oti parla di continuo del suo passato, vive svagatamente il presente e porta il ‘giovane’ protagonista fuori dalla sua casa in giro per New Orleans. Successivamente Benjamin conosce il capitano Clark, sedicente ‘artista’ del corpo che gli offre un lavoro sul suo rimorchiatore e lo inizia ai segreti del sesso prezzolato. Ma la conoscenza in prospettiva più importante per il protagonista è quella di Daisy, la nipotina di un’anziana ospite di Queenie, una bambina che diventa ben presto un’inseparabile compagna di giochi e che subito intuisce che Benjamin ha qualcosa di diverso dagli altri vecchi della casa. Ma è tempo di partire alla scoperta del mondo – e della Russia in particolare – sul rimorchiatore del capitano Clark: è qui che Benjamin, ricambiato, scopre l’amore con una matura aristocratica inglese che lo lascia all’improvviso allo scoppio della seconda guerra mondiale, durante la quale l’equipaggio di Clark navigherà in acque pacifiche finché non incontrerà il proprio mortale destino. Sopravvissuto, Benjamin torna a New Orleans, scopre la verità su suo padre ed eredita l’immensa fortuna di Thomas Button, quindi ricerca Daisy, giovane ballerina di successo, ma senza fortuna, finché un incidente non metterà fine alla carriera di lei e darà inizio alla loro vita insieme. Daisy apre una scuola di ballo, e resta incinta, ma Benjamin – che desidera che sua figlia abbia un padre e non un compagno di giochi – lascia la famiglia e parte per un lungo viaggio. Il diario che Caroline stringe tra le mani sarà l’indizio che consentirà ai servizi sociali di collegare un ragazzo dodicenne affetto da demenza senile a Daisy, nel frattempo risposatasi, il cui nome compare ripetutamente da una pagina all’altra: sarà lei ad accudire Benjamin accompagnandolo nella sua discesa verso l’infanzia. Il curioso caso di Benjamin Button è un film di marca fantastica che ci conduce in punta di piedi verso l’inevitabile progressione emotiva del finale, davvero toccante ed affatto retorico. Nel complesso la storia ricostruisce la strana vicenda di un diverso, un uomo con l’orologio biologico che scorre al contrario, un possibile freak che riesce invece a vivere e crescere toccando tutti i momenti significativi della vita: la famiglia, l’amicizia, il lavoro, il dolore e soprattutto il vero amore con una compagna d’infanzia, che sboccia nell’unico incrocio possibile delle loro rispettive esistenze. Nonostante la ragguardevole durata, il film, davvero notevole sotto il versante narrativo, scorre dipanandosi in modo impeccabile tra un flashback e l’altro, fino all’insostenibile finale: in mezzo Fincher ha trovato il modo di narrarci dei godibilissimi aneddoti, tra cui l’intrigante e minuziosa ricostruzione dell’incidente di Daisy, una delle sequenze più efficaci per raccontare su celluloide gli implacabili incroci del caso. Nello strepitoso cast brilla ovviamente Brad Pitt, che qui ha offerto forse la migliore performance in carriera. Assolutamente da non perdere.

Il curioso caso di Benjamin Button - The Curious Case of Benjamin Button, regia di David Fincher, con Brad Pitt, Cate Blanchett, Taraji P. Henson, Tilda Swinton, Julia Ormond, Lance E. Nichols, Elle Fanning; drammatico/sentimentale; U.S.A.; 2008; C.; dur. 2h e 43’

Voto 8 

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