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  27/05/2019 - 08:05

 

  home>musica > nu-metal

Scanner - musica
 


Him
Deep shadows and the Brilliant Highlights
[Bmg 2002]

 




                     di Daniele De Angelis


Deep shadows and the Brilliant Highlights - Recensione
  Him, Deep Shadows and Brilliant Highlights Tour 2001
 Him live at Firenze - Tenax 21/11/2001, recensione


Déjà vu. Questo è il primo commento che scaturisce sottovoce dopo un primo attento ascolto del terzo lavoro degli Him, conclusione che si rafforza ancor di più con gli ascolti successivi. La band finlandese, cimentatasi per cinque anni in un rock melodico dalle sfumature graffianti del metal, ci riprova con Deep Shadows and the Brilliant Highlights, elaborando una formula convenzionale al mercato discografico e confezionando un disco godibile, che sembra però scivolare attraverso le orecchie fin troppo in fretta, mettendo in luce una qualità compositiva di medio livello. Dieci ballate, per un totale di circa quaranta minuti di dolce rock dalle energiche impennate, che richiama visibilmente la tendenza hard rock anni ottanta, con una leggerissima presenza-ma percettibile solo a tratti-di atmosfere dark. Un simpatico campionamento apre il primo brano Salt in our wounds, che rivela immediatamente le doti vocali di Valo, cantante affetto dal vizietto egocentrico del poser,ma dalle poliedriche tonalità, la cui voce sa esser profonda e ammiccante, quanto fluida e potente. In Heartache every moment ed in Lose you tonight gli Him mostrano una verve accattivante, dalle sonorità ruffiane, strizzando l'occhio sia ad un pubblico dal cuore caldo e mieloso, che ad un pubblico dallo spirito bollente. Ed è proprio questo il leit-motiv dell'album: la dolcezza, che traspare dalle note e dal filo conduttore tematico dell'Amore, anche se fin troppo ostentato e mellifluo; basterebbe citare il verso di Beautiful – “Just one touch and I'm on fire, one touch and I'm crying, cause you're so beautiful” – per darne prova concreta. Deep Shadows and the Brilliant Highlights comincia a prender quota, finalmente, con una gemma di rara bellezza, qual'è In joy and sorrow, episodio cupo caratterizzato da un linea melodica vocale da brividi, accompagnata e potenziata da un perfetto armonico di chitarra e una convincente sezione ritmica. Stessa ottima impressione è data da Pretending, che sembra un pò rompere lo schema "strofa-ritornello-strofa" finora perseguito dal gruppo, con cambi di ritmo decisi. Dopodichè il disco comincia a calare d'intensità ed i restanti brani Close to the flame,Please don't let it go, Beautiful e Don't close your heart, per quanto anch'essi orecchiabili, vengono risucchiati dal vortice della ripetizione, in un cliché musicale che inevitabilmente comincia a farsi sentire. Quando oramai ci si aspetta una silenziosa e opaca fine, ecco emergere Love you like I do, ultima traccia e boa di salvataggio con la quale la band rialza i toni, grazie all'atmosfera crepuscolare conferitale dall'organo, che sospinge un cantato in totale bariton – che sembra peraltro riecheggiare la presenza dell'indimenticato Ian Curtis, voce e anima dei Joy Division –. Alla resa dei conti, pur riconoscendo la piacevolezza di queste love-songs, bisogna prender coscienza del fatto che le stesse sono ben lontane dal lasciare una traccia visibile e indelebile nel panorama musicale. Tale sorte è toccata solamente agli innovatori e, francamente, non c'è nulla di nuovo in Deep Shadows and the Brilliant Highlights, che rimane un semplice disco di transizione.

Him, Deep shadows and the Brilliant Highlights [Bmg 2002]

Voto 6 

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