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  20/10/2019 - 21:21

 

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Scanner - musica
 


Hardcore Superstar
Thank You (For Letting Us Be Ourselves)
Più dinamici e dirompenti dei primi Bon Jovi! Meno aggressivi dei Backyard Babies, meno seventies degli Hellacopters
[Music For Nations-Audioglobe] 2001

 




                     di Valerio Fumasi


Gli Hardcore Superstar sono un quartetto svedese notoriamente appassionato di calcio, donne e soprattutto rock' n' roll, quello stradaiolo per intenderci, ma non troppo. Modaiolo quanto basta per scaraventare in turbinii ormonali le quindicenni che accorrono a iosa (soprattutto in Giappone) ai vari concerti che i nostri tengono ormai senza sosta dall'uscita, lo scorso anno, del fortunato esordio " Bad Sneakers And A Pina Colada".

Concerti che puntualmente si trasformano in goduriosi party, con il palco trasbordante di reggiseni, mutandine e peluche(!?) Ma veniamo a " Thank You (For Letting Us Be Ourselves)", la base comune dei quindici possibili hits che lo compongono è la melodia;

dalla strepitosa Shame (ruffiana quanto basta da rimanermi in mente, parafrasando il sommo Ungaretti), seguita a ruota da Just Another Score e Smoke' Em, aerosmithiane songs dal ritornello graffiante e ammiccante (un vero collage dei migliori singoli della band di Boston epoca pre Pink, molto pre Pink!) alla poliziottesca Riding With The King.

La voce non eccessivamente vetriolica li differenzia non poco dai loro padri, da ricercare sicuramente nei Motley Crue, L.A. Guns e Hanoi Rocks (insomma la crema della scena glam-rock '80).

"Il Ragazzo" avrà sostituito il Jack Daniels con il Bailyes e le Marlboro con le Diana ultra light ma resta comunque abilissimo ad imbastire con dovizia di particolari (quasi si trattasse di una mega produzione pop) melodie mai banali,catchy e concorrenziali su tappeti di Marshall rigorosamente valvolari .

Quello degli Hardcore Superstar è un Cd carnale, infuocato, vibrante e ricco di un immaginario scintillante di lustrini e paillette, di feste dove la parola d'ordine è trasgredire magari con tanto sesso (quando ai vostri genitori avevate detto che sareste andati a dormire a casa del vostro migliore amico…), ma anche fiumi di alcool, vomito e quanto altro di piacevolmente disgustoso vi venga in mente…

Un album per tutti, nostalgici trasgressori e non, un po' troppo "populista" in alcuni frangenti, ma piacevolmente sopra la media.

Voto 7½ 

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