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  20/10/2019 - 22:18

 

  home>musica > nu-metal

Scanner - musica
 


Linkin Park
Hybtid Theory
Debutto da tre milioni di copie
wea, 2001

 




                     di Valerio Fumasi


In ogni cittadina americana che si rispetti c'è un Lincoln Park, che pronunciato con slang americaneggiante suona proprio come Linkin Park.

Questa è la spiegazione data dallo strepitoso singer Chester Benningtonin merito allo strano nomignolo adottato dalla sua band, un quintetto di Los Angelesformatosi nel 1996 con Rob Bourdon alla batteria, Brad Delson alle chitarre, Joseph Hahn ai programming e Mike Shinoda come emcee (formazione completatasi da poco con l'ingresso ufficiale al basso di Phoenix).

Eletti a suon di dischi di platino, raccattati un pò ovunque, alfieri incontrastati del più ruffiano alternative-rock made in USA, i nostri ci danno immediatamente prova della loro mostruosa consistenza fisica pigiando play sul lettore.

Veniamo infatti istantaneamente rapiti dalle note di Papercut, avvolti ed ammaliati da un synth dal retrogusto vagamente darkwave, sorretto ampiamente da una chitarra pesantemente distorta ma sofferta quanto basta ad accompagnare l'emozionale prestazione vocale di un Bennington sempre vicino a vocalizi di silverchairianamemoria.

I brani si susseguono ed i possibili singoli si sprecano in With You addirittura corrono in loro aiuto i prezzemolini The Dust Brothers,già visti al fianco dei Kornper la realizzazione di Kick the P.A. (brano presente sulla colonna sonora di Spawn); la maggior parte dei gruppi odierni venderebbe la propria madre pur di assicurarsi un tale potenziale mnemonico nei propri chorus.

La morfologia dei pezzi, brano dopo brano non cambia, l'alternanza del pieno-vuoto è la colonna portante dell'intero lavoro, l'unica traccia che pur tendendo alla perfezione stilistica (qualora esista) non convince appieno è Cure For The Itch (il penultimo atto) in cui sembra che un Mobyin preda a pesanti crisi depressive si sia fatto remixare contemporaneamente da Xzibit e dai Massive Attak per poi gridare al mondo: "Ed ora guardate quanto sono bravo!!".

Ma ad un debut album questo e la scarsa originalità del booklet sono "mancanze" più che tollerabili, visto che la cosa più importante resta Lei: la regina incontrastata musica.

E qui ce n'è davvero per tutti i gusti, dagli inserti Hip Hop di In The End e Forgotten (Eminem/The Way I am docet) alle sferzate vocali/chitarristiche del penultimo singolo Crawling.

Il condimento un pò troppo abbondante, mi riferisco alla miriade di sovraincisioni che farà storcere il naso ai puristi di turno (con gli Slipknotin prima linea PARADOSSALMENTE!), non intacca per nulla il sapore sopraffino dell'intero lavoro, anzi gli conferisce quella propensione pop (nell'accezione più Wharolianadel termine)davvero unica nel genere. Se pensate che i Crazy Townsiano nel crossover l'alter-ego di Britney Spearsi Linkin Park non possono essere altri che quello della superprodotta Bjork

Voto 8 

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