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  25/09/2018 - 15:49

 

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Scanner - musica
 


ParmaFrontiere Orchestra
A Silvery Silence, fragments from Moby Dick
Jazz in viaggio nel segno di Melville
MM Records

 




                     di Giovanni Ballerini


Jazz e Melville per un lavoro ricco di poesia e suggestione non solo musicali. La ParmaFrontiere Orchestra ha pubblicato per l'etichetta MM Records, A silvery silence, frammenti da Moby Dick, un Cd (registrato nel 2003 e prodotto dal Festival ParmaJazz Frontiere). In evidenza la vocalità di Lucia Minetti e le cantillazioni ebraiche di Riccardo Joshua Moretti, ma soprattutto il vortice musicale creato da Roberto Bonati, un sound composito in cui il jazz incontra la musica del mondo e si tuffa nella contemporaneità. Un progetto colto e raffinato, che abbraccia un jazz svestito delle connotazioni di genere per carpire con intensità le sfaccettature del linguaggio contemporaneo. Sullo sfondo il mare, nella sua accezione più fascinosa e incombente, di cui la balena bianca è l'emblema, una regina dei flutti e dell’immaginario. Il simbolo di una creatività estrema, irraggiungibile, mitica, dell’avventura per antonomasia narrata da Melville e quella musicale creata da Bonati.

Fondata da Roberto Bonati nel 1998, all'interno del Festival ParmaJazz Frontiere, la ParmaFrontiere Orchestra è da sempre un ensemble duttile e in grado di muoversi a suo agio sia nel campo del linguaggio contemporaneo sia in quello della musica improvvisata. E’ un'orchestra di grandi solisti che portano all'interno della musica di Bonati le loro diverse esperienze e la loro speciale sensibilità. La ricerca sul rapporto tra i linguaggi e sulle possibilità timbriche, strutturali e formali che scaturiscono da un organico così particolare (oboe, archi, percussioni, elettronica, ottoni…) è alla base della scrittura di Roberto Bonati, sempre lirica e appassionata.

Ma torniamo a questo poetico album che si sviluppa intorno al tema del viaggio, quello reale del capitano Achab e della sua nave, il Pequod e quello in cui ci conducono le profezie bibliche e il loro compimento. Il risultato è un percorso attraverso ritmi e melodie vicine e lontane, dalla cantillazione ebraica ai frammenti di musica dalle isole della Polinesia, dove si compie il destino di Achab, per finire al canto dei pescatori siciliani; e ancora dalla citazione biblica all'elemento popolare, come a dire che Giona e Moby Dick sono icone universali che possiamo ritrovare in ogni popolo e cultura.
Il viaggio lungo le pagine di Herman Melville si avvantaggia dei riferimenti biblici del romanzo che, con le loro profezie, intessono la narrazione e ne ispirano la musica. La cantillazione ebraica in particolare è il filo rosso che tesse i pannelli delle storie e dei personaggi in un ordine non strettamente narrativo che Roberto Bonati ripropone attraverso la suggestione e la potenza evocativa della musica. Le storie bibliche dei personaggi hanno suggerito a Bonati una tessitura musicale fortemente suggestionata dalla parola, che non a caso per la cultura ebraica è elemento creatore e primordiale: la lettera IOD, in realtà un semplice punto, è l'inizio di tutto, e Melville ci racconta anche dell'importanza della lettera H all'interno della parola Whale. I nomi che contengono la lettera H sono stati qui tradotti in frasi musicali.

Voto 7 ½ 

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