partner di Yahoo! Italia

Fizz - Idee e risorse per il marketing culturale !

Scanner - Cultura Opinioni Online
links redazione pubblicità info redazione@scanner.it


   


Batracomiomachia
La versione di Leopardi
La Biennale di Venezia
Gli appuntamenti 2022
Musica in scena
Un progetto multidisciplinare
Biennale College
Terza edizione
Crave
Di Sarah Kane
Era la nostra casa
Scritto e diretto da Nicola Zavagli
Teatro popolare d’arte
Tutto Scorre - una favola nera
Tre donne in cerca di guai
Regia di Nicasio Anzelmo
Call Me God
Finalmente l'edizione italiana
Piero della Francesca
Il punto e la luce

 


Ricerca avanzata

 

 

Arte Musica Libri Cinema Live Interviste Home Vignette Gallery Hi-Tech Strips Opinioni Gusto Ospiti TV

  10/06/2026 - 10:50

 

  home>live > appuntamenti

Scanner - live
 


Massimo Verdastro, Claudio Morganti
Eros e Priapo e Studio N° 5
Due degli artisti più geniali della scena teatrale contemporanea
Al Teatro Era di Pontedera: Venerdì 9 e sabato 10 aprile 2010 alle 21 e da venerdì 9 a giovedì 15 aprile 2010 alle 22

 




                     di Giovanni Ballerini


Due degli artisti più geniali della scena contemporanea sono protagonisti questa settimana al Teatro Era di Pontedera: Da venerdì 9 a giovedì 15 aprile 2010 (sempre alle 22 tranne domenica 11 aprile alle 18, riposo lunedì 12) Claudio Morganti porta in scena “Studio N°5”, l’ultimo capitolo di un lavoro che sta portando avanti da un paio di anni attorno al Woyzeck di Buchner (prenotazione obbligatoria, biglietto intero 20 euro, ridotto 18 euro). Venerdì 9 e sabato 10 aprile 2010 alle 21 sarà invece Massimo Verdastro a dar voce a “Eros e Priapo”,

Claudio Morganti, dopo aver iniziato a Genova alla scuola di Carlo Cecchi e dopo aver lavorato con Alfonso Santagata (con cui ha dato vita a spettacoli che sono diventati vere e proprie pietre miliari del teatro italiano), dal 1993 ha fondato una propria compagnia iniziando un percorso personale. In questo si iscrive Il Woyzeck, una storia di umiliazioni e sopraffazioni, una storia di vinti, una storia scritta nel 1836, in 25 scene, eppure moderna, un dramma incompiuto e frammentario, con tre diversi finali proposti dai manoscritti, un meccanismo crudele e perfetto. In questo quinto studio (regia Claudio Morganti, elaborazione drammaturgica Rita Frongia, con Gianluca Balducci, Rita Frongia, Claudio Morganti, produzione Fondazione Pontedera Teatro) Morganti prende in considerazione due scene: Woyzeck/Capitano (scena della barba) e Woyzeck/Marie (scena degli orecchini), attraverso le quali cercheremo di verificare un paio di cose: la question pantomima (Mejerhold) e l’affaire realismo.

Massimo Verdastro, grande attore romano, vincitore di alcuni premi Ubu e degli Olimpici del Teatro 2007 come migliore attore non protagonista per la straordinaria interpretazione dell’Upupa negli Uccelli da Aristofane diretto da Federico Tiezzi, ha lavorato con Ronconi, Stein, Tiezzi, ed è fondatore con Francesca Della Monica dell’omonima compagnia. Eros e Priapo (regia di Roberto Bacci e Massimo Verdastro, elaborazione drammaturgica: Luca Scarlini e Massimo Verdastro, musiche a cura di Francesca Della Monica, luci Marcello D’Agostino, costumi: Marion D’Amburgo, scene: Marcio Medina, con la collaborazione di Lilia Giuffré, produzione: Fondazione Pontedera Teatro in collaborazione con Compagnia Verdastro Della Monica) ci offre la riproposizione teatrale di un feroce libello scritto da Carlo Emilio Gadda del 1944, sull’onda del furore e anche del senso di colpa seguiti alla disfatta del Fascismo di cui la maggioranza degli italiani, ivi compreso l’autore, avevano subito il fascino fatale. Simpatizzante fino al 1943, Gadda non riesce ad essere un vero fascista perché sposa soltanto alcuni aspetti di quell’ideologia, come l’orgoglio nazionalista e lo spirito (inizialmente) antiborghese. Gadda non riesce nemmeno a essere antifascista, perché la sua reazione al regime è troppo tardiva. Di qui la rabbia per esser stato ingannato dalla propaganda del Duce (che egli chiama Ku-ce, colui che cuce menzogne e tesse trame mortali), diventando complice, insieme a milioni di italiani, dello sfacelo nazionale. Eros e Priapo, scritto attraverso l’ater-ego di un conferenziere, è quindi un’invettiva accorata e terribile, anche esilarante nelle sue caricature linguistiche, contro la seduzione del potere e del carisma del leader, che per quanto cialtrone, criminale e avventurista, riesce tuttavia ad essere così ipnotico, persuasivo e pervasivo.

“Annoiati dai luoghi comuni sull’Italia di oggi e dalla televendita di programmi elettorali, ci siamo rivolti all’arte di Carlo Emilio Gadda per interrogare le nostre radici nazionali – afferma il regista Roberto Bacci - , Eros e Priapo è per noi una tragica, reale e nello stesso tempo farsesca domanda sulla nostra contemporaneità che, come ogni effetto, ha la sua causa in un recente passato. Per la mia e per molte altre generazioni che hanno vissuto il fascismo nei documentari dell’Istituto Luce, nel cinema, nelle canzoni dell’epoca o sui libri di storia, Eros e Priapo diventa una sorta di meditazione teatrale sull’essere stati e sull’essere oggi italiani, e non solo”.

Voto 8 

        Invia Ad Un Amico

© Copyright 1995 - 2010 Scanner