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  10/02/2012 - 18:43

 

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Non Era Giorno, Non era Notte
Una danza solitaria nel tempo
Con e di Paco Décina, compagnia Post-Retroguardia
Coreografia ed interpretazione: Paco Décina; Musica: Rega Des; Interpretazione: Harsh Wardhan; Luci: Laurent Schneegans; Costume: Paco Decina. Al Festival Danza Estate, Bergamo 2002. Ex Chiesa di Sant’Agostino. 13 Luglio 2002

 




                     di Drago


Neti-Neti al Festival internazionale di Danza, Bergamo 2002

Non era giorno, non era notte. Festival di Danza Bergamo 2002

Post-Retroguardia e Paco Décina: poetica danzante spazio e silenzio


La compagnia Post-RetroGuardia, nella quale opera Paco Décina, nota figura della danza internazionale, sceglie una performance poco consueta per aprire la sua esibizione al 14° Festival Danza Estate ormai in chiusura, nella chiesa di Sant’Agostino a Bergamo. Seguito dal piů noto Neti-Neti , la compagnia francese propone, in prima nazionale, l’assolo danzante “ Non era Giono, non era notte”.

 

Nascosta nella cupa ombra del tempo, la danza, inizia il suo monologo che si trascina verso l’infinito.
Sinuosi movimenti e una melodia dal sapore orientale che scandisce l’inesorabile trascorrere dei secondi creano un binomio coinvolgente che si avvolge di emozione. Il corpo che si fonde con le luci, le asseconda e se ne distacca. Un corpo che sembra fuggire da se stesso, che si ferma, si osserva, si avvilisce e rinasce. Dei movimenti lenti e caricati di una forza trattenuta… Un ballerino.

Interpretazione difficile per un solista che fa del suono il suo il suo nutrimento, il suo battito vitale, e totalmente disinteressato da esso si muove nella sua arena.

La compagnia Post-Retroguardia propone una scommessa nei confronti della danza moderna, mettendo in scena la radice della musica e del movimento. Paco Décina esprime la sua grande perizia di coreografo interpretando una danza con l’aria e lo spazio. Una mimica eccezionale riesce a coinvolgere in ogni movimento, trasmettendo, anche a coloro che son distanti dal mondo della danza un’emozionalitŕ strana, non ben definita ma intensa. Un’esibizione che merita di esser rivista e vissuta piů di una volta per entrarne nel merito. Giŕ dai primi passi si capisce l’originalitŕ e la forza comunicativa, e non si ha il tempo di sentirsi partecipi che giŕ tutto cambia. Č la risultante di una danza che non č di impatto non trascina ma sfiora, avvolge, con delicatezza e dolcezza.

Un danzatore che danza con se stesso come se fosse alle prese con un nuovo corpo da scoprire, come se stesse vivendo egli stesso nella musica. Una farfalla che gioca con la luce, Non era giono e non era notte, espressamente in un passato primordiale in cui ancora non esisteva nulla e nessuno.
Il vuoto si fa sentire e diventa l’elemento chiave interpretando la solitudine e lo spazio per una musicalitŕ metallica, grezza, dai suoni musicalitŕ semplici e taglienti.

Uno spettacolo meritevole che lascia con una sensazione di distacco nei suoi riguardi, una sensazione di qualcosa di oscuro, che in quelle luci che giocavano col buio č rimasto nascosto dietro a lievi movimenti che mimavano la nascita di ogni creatura.

Voto 8 

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