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I miti fondativi dell'universo
Quattro conversazioni
La Biennale di Venezia in collaborazione con UNESCO-ROSTE di Venezia
Il 12,13,20 e 21 settembre 2002 (ore 17) a Palazzo Zorzi di Venezia

 




                     di Giovanni Ballerini


I miti fondativi dell'universo
Le Metamorfosi, regia di Giorgio Barberio Corsetti
Big Bang Circus - 2002
La Compagnie Le Grain
Next 2002: VIII Mostra Internazionale di Architettura


Ci sono argomenti che da sempre colpiscono il nostro immaginario, aprono delle riflessioni che vanno al di lą di una singola disciplina e ci riportano alla mente miti senza tempo. Ai miti fondativi dell'universo La Biennale di Venezia dedica quattro conversazioni. Il 12,13,20 e 21 settembre 2002 (ore 17) a Palazzo Zorzi. Le conversazioni promosse dalla Biennale in collaborazione con UNESCO - ROSTE di Venezia rappresentano un avvicinamento scientifico e umanistico ai temi che Giorgio Barberio Corsetti e Claudio Ambrosini hanno affrontato nei loro spettacoli Le Metamorfosi e Big Bang Circus, che vengono proposti a settembre nel corso dell'edizione 2002.

L'impronta data dagli storici delle civiltą, il contributo di studiosi e personalitą provenienti dal subcontinente indiano e dall'Africa, la ricerca di astronomi e astrofisici, trovano a Venezia un punto d'incontro, un tavolo di discussioni sopra il quale tracciare ipotesi attorno ai complessi materiali scientifici e antropologici delle nostre origini.

La prima conversazione, il 12 Settembre a Palazzo Zorzi (ore 17) č dedicata ai miti metamorfici e cosmogonici nella cultura occidentale: Emilio Pianezzola proporrą le sue tesi partendo dalla cosmogonia, per approdare alle metamorfosi nella visione mitica di Ovidio, Paolo Scarpi proseguirą delineando Cosmogonie mediterranee e miti metamorfici, mentre ????Giuseppe Fornari parlerą di Labirinto e kosmos: l'enigma delle origini.

Il 13 settembre a Palazzo Zorzi di Venezia (sempre alle 17) č in programma la conversazione Coordinata da Stefano Beggiora su Cosmogonia e miti della creazione nella tradizione indiana. Il contesto indiano propone un'alternanza di fasi di creazione/manifestazione e distruzione/sintesi, in costante rapporto fra micro e macrocosmo. Di fatto le differenti tradizioni indiane veicolano miti, simboli, tecniche e significati validi anche per il mondo moderno: l'armonia tra uomo e universo č applicabile ad ogni disciplina: dall'arte alla religione, alle scienze applicate. L'incontro vede protagonisti alcuni grandi maestri indiani. Dipak R. Pan (del Nepal) illustrerą i miti e la "produzione" della storia: proposta di una possibile chiave di lettura delle realtą asiatiche, Vasudeva Mehrotra aprirą una riflessione sui presupposti della scienza astronomica e dell'astrologica indiana, in particolare sulla cosmogonia nella prospettiva del Jyotish. Al dibattito partecipa anche un altro studioso dell'India centrale, Ram Kuma Mehrotra, mentre Satya Vrat Shastri parlerą del mito cosmogonico nella letteratura sacra dell'India. L'incontro del 20 settembre a Palazzo Zorzi č invece centrato sulla ricostruzione e archeologia del sapere attraverso le cosmogonie africane. La consapevolezza ritrovata dai popoli africani della autenticitą e della grandezza della loro storia ha coinciso con lo sforzo in direzione di una "archeologia del sapere" in grado di restituire alla memoria delle giovani generazioni del continente gli echi mitici delle origini, i protagonisti e le gesta degli iniziatori-demiurghi di culture e popoli oggi alla ricerca di una nuova identitą dopo il trauma coloniale e di fronte alle sfide inedite della globalizzazione. Fra gli interventi, coordinati da Jean Leonard Touadi, segnaliamo quello del camerunense Martin Nkafu Nkemnkia (docente di cultura africana presso l'Universitą Lateranense e Gregoriana di Roma) sui miti della creazione nel mondo africano. Interverranno anche Premio Nobel per la Letteratura (nel 1986) Wole Soyinka della Nigeria e Jeunevičve Makaping del Camerun. Gli interventi saranno soprattutto centrati sul sui concetti di manifestazione, mantenimento e distruzione del mondo dal punto di vista della scienza astronomica indiana, il Jyotish, con riferimento all'influenza dei corpi celesti (considerati vere e proprie divinitą) sull'esistenza dell'uomo. L'ultima conversazione "Nel cosmo alla ricerca delle origini" č in programma il 21 Settembre. Francesco Bertola (Prof. Di Astrofisica, Universitą di Padova) e Alexander Boksenberg (Prof. di Astronomia, Universitą di Cambridge) parleranno dell'inizio della nostra storia. Un'evoluzione che, dopo la folgorante esplosione del Big Bang, che ha dato origine all'universo da 15 a 20 miliardi di anni fa. Da quel caos primigenio dominato da una temperatura elevatissima e da una luce di un'intensitą inimmaginabile, ha preso avvio l'evoluzione cosmica  elevatissima e da una luce di un'intensitą inimmaginabile, un'evoluzione che, muovendo in apparenza contro la tendenza alla degradazione e al disordine, va salendo la scala della complessitą e dell'organizzazione.

Voto 8 

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