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La Fura dels Baus
Free Bach 212. Recensione
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  21/07/2019 - 18:51

 

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La Fura dels Baus
Free Bach 212. Recensione
direzione e ideazione Miki Espuma e David Cid
Il gruppo catalano ha inaugurato la XXVI edizione di Fabbrica Europa venerdě 3 maggio 2019 alle 21.30 alla Stazione Leopolda di Firenze

 




                     di Giovanni Ballerini


Festival Fabbrica Europa 2019
La Fura dels Baus 'Free Bach 212, 2018


"Abbiamo immaginato un'inaugurazione che trattenesse il fiato e la memoria, prima dello slancio, prima di prendere altre direzioni per perdere e ritrovare il senso e l'essenza”. E’ stata una serata all’insegna della multimedialitŕ in scena. Ma, anche del ritmo, della varietŕ musicale e performativa a dare il via alla XXVI edizione di Fabbrica Europa. Venerdě 3 maggio alle 21.30 alla Stazione Leopolda di Firenze La Fura dels Baus ha incrociato dal vivo ancora una volta diverse discipline e stili musicali e li ha contaminati insieme all’ensemble barocco Divina Mysteria (Letizia Moros alla viola, Thor Jorgen al violone, Andrés Alberto Gómez al clavicembalo, Pavel Amilcar al violino) creando alla Stazione Leopolda di Firenze un live in cui stimoli e tinte contrastanti sono andati sfumando in un movimento unico (forse troppo), in cui le proiezioni multimediali hanno contribuito a mettere in risalto il fervore di musicisti, ballerini e cantanti.
Detto questo c’č stata meno trasgressione del solito e forse anche meno voglia di innovazione in questa performance presentata al festival fiorentino che ha puntato piů sulla musica, che sulla teatralitŕ ardita e anarchica che ha reso memorabili le creazioni della compagnia catalana.
Applausi, ma meno stupore del solito per la performance in cui La Fura dels Baus si č messa alla prova con “Free Bach 212”. Questa libera interpretazione della partitura originale del Baukernkantate (Cantata contadina BWV 212) di Johann Sebastian Bach firmata da Miki Espuma e David Cid ha avuto infatti il limite di essere piů un movimentato concerto, che una vera e propria azione scenica senza barriere e limitazioni.
Intendiamoci, stiamo parlando di uno spettacolo interessante e intrigante, ma forse troppo per tutti i gusti. Era una bella sfida l’idea di unire il sound elettronico creato in diretta, l'immagine multimediale e analogica, il contrasto lirico fra il mezzo soprano Eulŕlia Fantova e il baritono Juan Garcia Gomŕ, l’insinuarsi del flamenco evocato alla grande dall’affascinante vocalist e ballerina Mariola Membrives e le evoluzioni del ballerino performer Miguel Angel Serrano. Ma, pur plaudendo alla vivace verve degli altri artisti in scena, l’anima furera a Firenze per una volta non č scoccata con la consueta deflagrante originalitŕ, con quella forza espressiva che ha fatto scuola in tutto il mondo. La Fura č sembrata insomma un po’ imbrigliata sul palco da uno spettacolo un po’ caotico, senza grandi acuti, privo di primitivismo e di scenari fantascientifici, di quelle coraggiose provocazioni che hanno fatto della compagnia un mito capace di rivoluzionare con personalitŕ, derive tecnologiche e poetica contemporanea, le visioni del presente.

Voto 6 ˝ 

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