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  10/12/2019 - 06:26

 

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Michael Crichton
Preda
Milano, Garzanti, 2003; pp. 467
Suspense, fantascienza e nanotecnologia

 




                     di Paolo Boschi


Timeline
Preda


Non sarà un caso se lo stesso Crichton, intervistato in merito alle proprie predilezioni letterarie, abbia più volte confessato il suo amore per Jules Verne, considerando che in pratica l’autore di Andromeda, Congo e Jurassic Park condivide molti punti in comune con l’autore transalpino, maestro indiscusso dei primordi della science fiction. Come è sempre accaduto nella sua produzione precedente, anche in Preda Michael Crichton gioca d’anticipo sull’attualità scientifica, focalizzandosi stavolta sui rischi insiti in materia di biotecnologia e nanotecnologia. Dopo aver fatto il punto della situazione attuale sul fronte della produzione di macchine microscopiche – la nanotecnologia è ancora agli albori, ma già dall’anno scorso è stata sfruttata per la realizzazione di rivoluzionarie finestre autopulenti e garze corredate di proprietà anti-infiammatorie e antibiotiche – nell’accurata introduzione, lo scrittore americano lancia il classico interrogativo da un milione di dollari: che succederebbe accostando l’informatica alla nanotecnologia per dotare queste macchine microscopiche di una forma di vita artificiale? Preda risponde appunto al quesito, seppure in forma romanzesca: la soluzione elaborata da Crichton è narrativamente avvincente e molto serrata dal punto di vista della documentazione, infatti in appendice al volume non manca una corposa bibliografia scelta che propone percorsi di approfondimento per i lettori più curiosi sul fronte scientifico. Ma veniamo alla storia, ambientata nella California attuale: Julia Forman lavora per la Xymos, un’azienda di ricerca che opera nel settore più ‘caldo’ del momento, ovvero l’applicazione medica delle nanotecnologie. Almeno questo è quanto ha intuito Jack, marito di Julia e protagonista di Preda, informatico specializzato in programmi che replicano comportamenti del mondo animale. Essendo attualmente disocuppato ed in cerca di nuovo impiego, Jack ha modo di notare da vicino i recenti cambiamenti della moglie, sempre più assente da casa – e non a caso stressata, paranoica, aggressiva, ma anche stranamente tonica, atletica, inquietante – perché in prima linea con l’ultimo progetto targato Xymos, da cui dipende lo stesso destino dell’azienda. Anche per questo Jack, chiamato nel complesso hi-tech della Xymos in Nevada per risolvere un problema tecnico, non avrà esitazione alcuna a sbirciare nella tana professionale della moglie, finendo per scoprire che il progetto top secret (microtelecamere per usi medico-diagnostici) ha subito una brusca sterzata in direzione militare, futuribile e catastrofica, dato che un programma di Jack ispirato ai predatori ha dotato gli sciami di nanorobot di vita artificiale, purtroppo fuori del controllo degli stessi creatori. Meno accattivante di Timeline o Rivelazioni, Preda riesce comunque a tenere il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina: dopo aver dispiegato tutti i fili della trama in modo articolato, Crichton ci catapulta nel bel mezzo di una minaccia terribile ed apparentemente impossibile da sconfiggere, procedendo quindi nella narrazione a ritmo accelerato e con la suspense a pieno regime. Un intrigante romanzo d’intrattenimento scientifico.

Michael Crichton, Preda, Milano, Garzanti, 2003; pp. 467

Voto 7½ 

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