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  25/10/2021 - 06:27

 

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Raymond Carver
Cattedrale
Roma, Minimum Fax, 2002; pp. 231

 




                     di Paolo Boschi


Con Cattedrale continua la riedizione dell’opera di Raymond Carver per i tipi della casa editrice Minimum Fax che, in questo caso specifico, ha fatto tornare sugli scaffali delle librerie uno dei titoli più significativi dell’autore originario dell’Oregon, nato nel 1938 e scomparso prematuramente nel 1988, oggi unanimemente considerato della critica uno dei maggiori scrittori di short stories del Novecento. I dodici racconti di questa raccolta, che mutua il proprio titolo dell’ultima storia, costituiscono l’occasione per apprezzare al meglio lo stile minimalista di Carver, ideale per rappresentare con efficacia le numerose smagliature dell’America di provincia, analoghe a quelle ricucite con maestria da Robert Altman in America oggi: personaggi in cerca di un futuro migliore, gente che beve, o che cerca di uscire dal tunnel dell’alcolismo, uomini in crisi, persone senza meta, matrimoni segnati dall’abbandono del tetto coniugale, certezze infrante, sogni d’ordinaria normalità. Pagina dopo pagina, racconto dopo racconto – i titoli sono rispettivamente Penne, La casa di Chef, Conservazione, Lo scompartimento, Una cosa piccola ma buona, Vitamine, Attento, Da dove sto chiamando, Il treno, Febbre, La briglia e, come abbiamo anticipato, Cattedrale – le storie di Carver lasciano un’impressione di indecifrabilità del quotidiano, una ragnatela di piccole cose senza importanza in cui il lettore non esiterà a ritrovare, quasi senza accorgersene, elementi marginali del proprio vissuto. Anche perché Raymond Carver conosceva ciò di cui si ritrovava a scrivere per averlo sperimentato sulla propria pelle: un matrimonio fallito, ripetuti problemi con la bottiglia, una lunga serie di esperienze professionali sbagliate. Per certi versi Cattedrale costituisce la summa della vena narrativa carveriana: il primo a rendersene conto fu lo scrittore americano che, descrivendo questa raccolta, vi avvertiva “un senso d’apertura” che nei suoi libri precedenti non figurava, a partire proprio dal racconto che presta il titolo al volume, che interruppe un lungo periodo di silenzio prosastico. La storia in sé è un piccolo miracolo letterario: la cattedrale è un concetto che, in una sera qualunque, unisce il protagonista con il suo ospite non vedente, che riuscirà a trovare il modo per condividere col proprio anfitrione un’indimenticabile esperienza figurativa, uno scambio che difficilmente si può immaginare di sentirsi raccontare con maggiore efficacia.

Raymond Carver, Cattedrale, Roma, Minimum Fax, 2002; pp. 231

Voto 7½ alla raccolta, 8½ a Cattedralealla raccolta, 8 

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